Economia e Lavoro

Unione per il Mediterraneo, dalla Sardegna un messaggio di unione e solidarietà

Ganau: "I diritti umani e le libertà fondamentali delle persone vanno tutelati sopra ogni cosa"

 



«Il Mediterraneo è da sempre spazio di reti e connessioni, luogo naturale di incontro tra popoli e comunità con radici diverse, e la storia della Sardegna è storia dell'identità mediterranea: fenici, cartaginesi, romani, bizantini, siamo stati crocevia di culture differenti e siamo figli e figlie di questa multiculturalità».

Così il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau in apertura dei lavori della Commissione politica, di sicurezza e dei diritti umani dell'Assemblea parlamentare dell'Unione per il Mediterraneo, che si è riunita a Cagliari nella sede del Parlamento sardo, voluta e organizzata per la prima volta dall'eurodeputato Renato Soru che la presiede.
 
«Per l'Assemblea sarda è una grande occasione avervi qui – ha sottolineato il presidente – perché la nostra Regione ha intessuto da sempre importanti relazioni con i paesi del Mediterraneo, siamo stati e siamo tra coloro che credono nella necessità di creare una macro regione del Mediterraneo occidentale, convinti che solo una visione politica che superi gli steccati territoriali possa essere veramente efficace in termini di crescita sociale ed economica. Viviamo un momento politico complicato e siamo preoccupati per il ritorno del nazionalismo e per la deriva di un'Europa sempre più egemonizzata dalle forze che mirano a distruggere il senso dello stare insieme. Per noi – ha aggiunto - che siamo terra che ha conosciuto l'emigrazione per fame, per povertà e che ancora oggi vede emigrare i suoi e le sue giovani alla ricerca di una futuro migliore è irricevibile una visione cieca che alimenta la paura verso chi ha cultura, religione, colore della pelle differente, è irricevibile il tentativo di rinunciare alla solidarietà come elemento fondante dell'Unione europea e dei rapporti internazionali. Non condivido la posizione che l'Italia sta assumendo in Europa e l'asse tra il nostro governo e l'Ungheria di Orban, e spero vivamente che il Consiglio europeo dia seguito alla procedura di infrazione sullo stato di diritto per l'Ungheria, come richiesto dal Parlamento di Strasburgo ex art. 7 del Trattato di Lisbona. Perché se le cause che hanno prodotto fascismo e nazismo sono passate, le condizioni che le hanno rese possibili sono sempre uguali».
Secondo il massimo rappresentante dell'Assemblea sarda la politica non può limitarsi a cercare soluzioni dignitose di accoglienza, ma deve avere il coraggio di porsi il problema della pacificazione delle aree. «Spetta a noi - ha sottolineato - essere capaci di ricostruire una democrazia che cammini a testa alta, e il coraggio di teorizzare i diritti e i doveri dei migranti, e parlare del ruolo che questi possono svolgere per lo sviluppo del nostro Paese.
Vorrei che dalla nostra isola, posta al centro del Mediterraneo, di questo mare che è il nostro orizzonte comune, ma dove ogni giorno troppe persone perdono la vita, partisse un messaggio politico chiaro e forte a tutti gli stati membri della Ue e dell'UpM: i diritti umani e le libertà fondamentali degli esseri umani vanno tutelati sopra ogni cosa al di là della nazionalità, dello status giuridico di ciascuno. Serve uno sforzo immane comune – ha concluso -  ma l'umanità ha superato già sfide simili in passato e può ancora vincerle».


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