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Torna il terrore a New York, strage a Manhattan. Ecco cos'è successo

Terrore a New York. Manhattan torna sotto attacco. Intorno alle tre del pomeriggio del 31 ottobre un furgone pick-up è piombato su una delle più affollate piste ciclabili di Manhattan facendo una strage. Sono stati esplosi anche colpi di arma da fuoco. Il bilancio è pesante: almeno otto morti e una dozzina di feriti, tra cui alcuni agenti di polizia.



Dopo l'attentato è stato fermato un uomo di 29 anni, il cui nome, secondo l'emittente televisiva Cbs, sarebbe Sayfullo Habibullaevic Saipov, di nazionalità uzbeca, residente a Tampa. Sarebbe arrivato negli Stati Uniti nel 2010. E' stato neutralizzato dalla polizia un chilometro dopo la strage, mentre gridava "Allahu Akhbar".

LA DINAMICA - Il terrorista, con suo pick-up a noleggio, ha abbandonato le corsie della West Street, l'autostrada urbana che costeggia l'Hudson, e ha percorso la pista ciclabile a tutta velocità, seminando morte tra ciclisti anche pedoni. Ha ucciso sei persone investendole, mentre le altre due vittime hanno avuto un infarto e sono state dichiarate morte in ospedale. Un chilometro più a sud, proprio di fronte alla Peter Stuyvesant High School, il furgoncino ha investito un altro camioncino. Lì il terrorista è stato bloccato da un bus scolastico, quelli gialli presenti in tutti gli Stati Uniti. Due dei passeggeri sono stati feriti. Il killer, vestito con una tuta blu, è uscito dal pick-up con due pistole in mano. La polizia, già presente in massa, ha sparato ferendolo ad una gamba e lo ha arrestato, ma non è chiaro se anche l'uomo ha sparato.

LE INDAGINI - L'Fbi ha assunto il comando delle indagini. "Non c'è ancora nessuna rivendicazione dell'attacco a New York, ma le modalità, come l'uso di un mezzo, sono in linea con le istruzioni dell'Isis", ha spiegato Rita Katz, direttrice del Site, il sito di monitoraggio del terrorismo islamico sul web, che riferisce anche di una foto scattata lo scorso agosto a qualche centinaio di metri dal luogo dell'attacco corredata con l'appello ai lupi solitari a colpire.

IL KILLER - L'attentatore di New York, Sayfullo Saipov, è arrivato negli Stati Uniti nel 2010, da Tashkent, la capitale dell'Uzbekistan. Appena entrato negli Usa, si è stabilito in Ohio e, a quanto riferito da conoscenti, ha passato i primi tempi negli Stati Uniti cercando un lavoro e provando a migliorare il suo inglese. Dall'Ohio Saipov si è poi trasferito in Florida, a Fort Myers, dove ha cominciato a lavorare come autista di camion. Tappa successiva è stata il New Jersey: Saipov, che aveva la green card, si è stabilito a Paterson e ha cominciato a lavorare come autista per Uber.

TRUMP - "Quello di New York City sembra un altro attacco opera di una persona molto malata e folle. Le forze dell'ordine stanno seguendo il caso da vicino. Non negli Usa!". Lo scrive su twitter il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dopo l'attacco terroristico a New York. Adnkronos

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