Italia

Attentati contro i sindaci, più forze e controlli sul territorio

Attentati agli amministratori locali, lo Stato risponderà con prevenzione e contrasto. È la posizione emersa durante la riunione dell'Osservatorio nazionale ieri al Viminale. All'incontro anche il presidente dell'Anci Sardegna.



ROMA - “Trasformare in decreto legge il Ddl sulla sicurezza urbana. Vista la domanda di sicurezza dei cittadini, legata a rischi concreti, pensiamo ci siano tutte le condizioni di urgenza per procedere in tal senso”. Lo afferma il presidente del Consiglio nazionale dell’Anci e sindaco di Catania, Enzo Bianco, al termine della riunione di insediamento presso il Viminale dell’Osservatorio sulla sicurezza urbana.

“E’ stato un incontro molto utile – afferma Bianco – e abbiamo ricevuto piena condivisione da parte del ministro Alfano rispetto alle nostre istanze. La valutazione ultima sull’opportunità di un decreto legge, ovviamente, spetterà al premier, sul quale confidiamo anche sulla base della sua grande attenzione al tema. Abbiamo anche chiesto di valutare l’opportunità di schierare, nelle zone con maggior disagio, un più alto numero di forse dell’ordine e contingenti militari rispetto a quelli già in servizio sulla base dell’operazione Strade sicure”.

A guidare la delegazione Anci è stato il presidente Piero Fassino, accompagnato dal segretario generale Anci Veronica Nicotra, dai sindaci di di Palermo Leoluca Orlando, di Messina Renato Accorinti, di Vicenza Achille Variati e dal presidente di Anci Sardegna Sandro Scano. E proprio la Sardegna nelle ultime settimane ha vissuto una preoccupante ripresa del fenomeno dopo gli attentati ai sindaci di Norbello e Desulo.

“Oggi abbiamo fatto un buon lavoro – ha sottolineato il ministro dell’Interno, Angelino Alfano - è stata messa a punto una piattaforma su quelle che saranno le strategie per prevenire e contrastare il fenomeno degli atti intimidatori nei confronti di amministratori pubblici locali. In particolare la creazione delle sezioni provinciali dell’Osservatorio presso le Prefetture, che partiranno, in via sperimentale, in sei province pilota, la somministrazione agli amministratori locali di un questionario finalizzato a conoscere meglio il mondo in cui operano i rappresentanti delle amministrazioni locali, l’individuazione di possibili interventi normativi, che potrebbero fornire un ulteriore utile strumento di contrasto al fenomeno intimidatorio e il potenziamento del sistema di monitoraggio semestrale degli atti intimidatori denunciati dagli amministratori”.

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