Sfiducia, la replica di Cappellacci
Dopo la presentazione della mozione di sfiducia nei suoi confronti, non si fa attendere la replica del presidente della Regione Ugo Cappellacci. Il capo dell'esecutivo si difende dalle accuse e attacca i consiglieri di opposizione, definiti "piromani della politica".
CAGLIARI - "Cappellacci ha bloccato l’eolico sporco, ogni speculazione nel settore delle rinnovabili e ha eliminato definitivamente gli strumenti che in passato consentivano al politico di accordarsi con il privato - si legge nella nota diffusa dal portavoce di Cappellacci, Alessandro Serra - Il presidente della Regione ha gettato via il tappeto rosso steso agli affaristi dal centro-sinistra nella precedente Legislatura".
La difesa dagli attacchi giudiziari. "Loro avevano introdotto norme discrezionali - continua Serra - firmato accordi di programma con i privati e consentito il rilascio di autorizzazioni per realizzare impianti eolici. L’attuale presidente ha rovinato la festa agli speculatori e ha introdotto norme finalizzate ad assicurare i benefici del settore delle rinnovabili alla Sardegna e ai Sardi. La realtà risulta dagli atti e smentisce le parole che i piromani della politica ripetono in maniera martellante e ossessiva per tentare di trasformare la bugia in verità".
Il governo della Regione. "Per quanto riguarda gli altri aspetti indicati nella mozione - si legge ancora - l’operosità e la determinazione della Giunta nell’affrontare le mille emergenze ereditate dal passato e aggravate dai cinque lunghi anni di governo del centro-sinistra, sono dinanzi agli occhi di tutti. Chi accusa il presidente di subalternità ha addirittura nominato direttamente continentali nella Giunta e nei posti chiave della Regione Sardegna".
Rilancio del programma di governo. Il portavoce del presidente, Alessandro Serra, conclude con l'annuncio di un rilancio dell'azione di governo. "Per quanto ancora qualche frangia del centro-sinistra abbia ancora difficoltà ad accettare la sconfitta del 2009, su questo aspetto, come sulla adeguatezza, sulla credibilità, sull’autorevolezza e sull’autonomia, i Sardi si sono già pronunciati in maniera netta. Questo è il motivo per cui non solo la Giunta continuerà ad andare avanti, ma rilancerà il proprio programma di governo per ricostruire una Sardegna disboscata, desertificata, demoralizzata da cinque anni di malgoverno della sinistra.