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Politica
martedì, 31 gennaio 2012

Provincia Day, è scontro tra favorevoli e contrari

E' scontro sulle province sarde. Oggi a Cagliari si è celebrato il "provincia day" per protestare contro l'abolizione delle province in tutta Italia. Di parere opposto il movimento "10 referendum per cambiare la Sardegna" che ha raccolto migliaia di firme proprio a questo scopo.

CAGLIARI - ”Il consiglio provinciale chiede ai parlamentari del territorio di farsi promotori di iniziative volte a garantire l'esistenza delle Province intese come strumento di partecipazione democratica dei cittadini nel governo del territorio e alle organizzazioni sindacali di mobilitarsi contro l'abolizione o lo svuotamento delle province per tutelare le persone che ci lavorano. Chiede inoltre alle forze economico sociali di mobilitarsi per ristabilire un punto di riferimento istituzionale certo nel territorio e garantire il rilancio degli investimenti per lo sviluppo locale. Ai cittadini, agli uomini di cultura, alle associazioni e ai gruppi di volontariato chiede, infine, di opporsi all'abolizione o allo svuotamento delle Province o alla loro trasformazione in enti nominati dai partiti e non eletti direttamente dal popolo”.

E' quanto prevede il dispositivo dell'ordine del giorno, all'attenzione dei 107 consigli provinciali italiani nella giornata di mobilitazione promossa dall'UPI (Unione Province italiane) per dire “No all'Italia senza le Province,” approvato dall'assemblea consiliare di Cagliari, con l'astensione di Rita Corda (Pd) perché “il documento – ha detto - parla di cittadini e uomini di cultura e non anche di cittadine e donne”.

La pensa in maniera nettamente diversa il movimento '10 referendum per cambiare la Sardegna': "Il Provincia Day odierno promosso da una parte degli attuali consiglieri provinciali rischia di assomigliare molto all’ultima difesa dei Pretoriani, prima della resa del Palazzo assediato della politica. E’ infatti davvero difficile sostenere oggi che l’Ente Provincia sia oggi sentito utile dai cittadini: se così fosse, la manifestazione odierna sarebbe organizzata dai cittadini e non certo dai consiglieri provinciali. Le decine di migliaia di sardi che hanno fatto la fila ai tavolini referendari per sottoscrivere i referendum per cancellare le province - spiega un comunicato - testimoniano invece il desiderio diffuso tra la “gente normale” di avere istituzioni più snelle, più vicine al cittadino, più efficienti,più moderne. L’attuale situazione economica e sociale ci obbligano infatti a pensare ad un complessivo ridimensionamento dell’organizzazione della politica, che obbedisca soprattutto a criteri di miglior funzionalità e raggiunga obiettivi di miglior utilizzo delle risorse pubbliche".

Ultimo aggiornamento: 31-01-2012 19:33