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giovedì, 07 giugno 2012

Addio indipendenza, il referendum di Malu Entu è incostituzionale

I sardi non potranno esprimersi sull'indipendenza o no della Sardegna. Almeno secondo il referendum formulato dal movimento di Malu Entu. L'Ufficio regionale del referendum ha infatti dichiarato inammissibile la richiesta di referendum popolare regionale consultivo sull'indipendenza presentato dal movimento che fa capo a Doddore Meloni.

CAGLIARI - Le 13 mila firme presentate lo scorso 10 maggio alla Corte d'Appello di Cagliari non serviranno. Il quesito (“sei d’accordo, in base al diritto internazionale delle Nazioni Unite, al raggiungimento della libertà del popolo sardo, con l’Indipendenza?”) è stato ritenuto illegittimo in quanto la materia su cui verte non può costituire oggetto di referendum consultivo, che pur non essendo vincolante, appare tale da prospettare modifiche normative in termini inammissibili sull'ordine costituzionale e politico del Paese.

L'Ufficio del referendum, presieduto dal direttore generale della Presidenza, Gabriella Massidda, ha ritenuto che la richiesta violasse manifestamente i limiti previsti dalla legge e, in particolare, contrastasse con l’ordinamento generale e i principi fondanti la Repubblica italiana, di cui la Regione Sardegna è parte integrante, alla luce dell’interesse esclusivo dello Stato, tutelato costituzionalmente, essendo rivolta a discuterne il carattere unitario e indivisibile.

Questo principio è sancito nell'articolo 5 della Costituzione (“la Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali”) nonché nello Statuto speciale per la Sardegna il cui articolo 1 afferma che “La Sardegna con le sue isole è costituita in Regione autonoma fornita di personalità giuridica entro l’unità politica della Repubblica italiana, una e indivisibile, sulla base dei principi della Costituzione e secondo il presente Statuto” .          

Ultimo aggiornamento: 07-06-2012 00:25
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