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Scontro in Regione. Lombardo e Diana fuori dal PdL. Crisi a un passo

Corto circuito istituzionale e crisi di governo ad un passo in Sardegna: il partito del Governatore si spacca e la maggioranza perde si sfalda. La presidente del Consiglio regionale, Claudia Lombardo, l'ex capogruppo Mario Diana e l'esponente sassarese Campus lasciano il partito e con il consigliere dell'Upc Mulas fondano un nuovo gruppo, passando di fatto all'opposizione. Si chiama Sardegna Domani e incassa anche l'adesione di Capelli (Api). Ieri l'abbondano di Pitea, ora all'Udc. La resa dei conti si e' consumata in Aula con uno scambio di battute al vetriolo, a distanza, tra Cappellacci (impegnato a Roma) e la Lombardo. A monte c'Ŕ il caso Lorefice.

CAGLIARI - In apertura di seduta stamane la presidente del Consiglio regionale, Claudia Lombardo, ha sottolineato l’assenza in Aula della Giunta "Un comportamento che denota una mancanza di rispetto istituzionale e che fa venir meno il rapporto di leale collaborazione tra Giunta e Consiglio in quanto ha impedito all’’Assemblea di esercitare le sue legittime prerogative”.

"Nella storia dell’Autonomia – ha proseguito la Lombardo– non si è mai verificato che i componenti dell’esecutivo abbiano disertato una seduta e questo è particolarmente grave perché siamo in presenza di una richiesta di convocazione urgente ai sensi dell'articolo 54 del nostro Regolamento".
La Presidente ha ricordato in Aula che in base al principio della leale collaborazione tra istituzioni, in questa legislatura le date delle sedute del Consiglio regionale sono sempre state definite tenendo conto delle esigenze dell’esecutivo e intervenendo molto spesso presso l’opposizione per richiedere una flessibilità sul termine perentorio di 10 giorni.

"Anche questa volta – ha aggiunto - la data della seduta di oggi era stata concordata con l’assessore all’industria. Questo Consiglio – ha precisato la Presidente - non ha mai chiesto al presidente della Regione di non occuparsi dei problema dei sardi per venire in Aula. E’ grave – ha aggiunto – che si strumentalizzino demagogicamente i drammi che la Sardegna sta vivendo per precostituirsi degli alibi. Infatti, se i temi all'ordine del giorno di questo Consiglio vengono considerati dal Presidente della Regione inconsistenti e artificiosi, non si capisce perché debbano meritare obbligatoriamente la sua presenza e la richiesta agli Assessori di non partecipare ai lavori del Consiglio per impedire la discussione. Viene quindi legittimo chiedersi il perché di tutto questo, e chi sia il vero irresponsabile istituzionale".

Dura la risposta da Roma di Cappellacci: "Mentre sono impegnato in sedi istituzionali, mi giungono notizie di affermazioni più adatte a pollai e cortili che a una sede istituzionale di cui ho grande rispetto" ha dichiarato il presidente della Regione: "Mi spiace, ma non intendo alimentare tali atteggiamenti puerili ed irresponsabili. Non intendo farlo per due buoni motivi: per il dovuto rispetto ai Sardi e perchè ho altro da fare di più utile. Ciascuno di noi risponde alla propria coscienza. Almeno chi ne ha una. Per quanto mi riguarda - conclude il presidente Cappellacci -  l'argomento è chiuso". 

La conferenza dei capigruppo ieri aveva infatti deciso di non rinviare la seduta chiamata a discutere del tema scottante delle nomine negli enti e nelle società partecipate attraverso le mozioni del centrosinistra.

Dopo la Presidente è intervenuto Giuseppe Cuccu (Pd) che ha definito “grave” il comportamento del Presidente della Regione che si è attivato per impedire alla minoranza di esercitare i propri diritti. Per l’esponente del Pd esiste una totale mancanza di rispetto dei ruoli.  Stochino (Pdl) ha parlato di una “brutta pagina di storia” e ha detto che la seduta di oggi poteva essere spostata. Mario Diana invece, annunciando la sua uscita dal gruppo del Pdl, ha detto che "La misura ormai è colma. E’ un addio a Cappellacci come uomo e come politico. Un addio al suo fallimento come Presidente. La mia – ha sottolineato – è una scelta morale, un dovere verso i sardi. Non sono disponibile a tollerare altre tirannie".

Sulla stessa linea d'onda Campus (Pdl) il quale ha detto che in questi tre anni di legislatura ha vissuto situazioni di "disagio, di sconcerto e di vergogna". "La seduta di oggi surreale – ha sottolineato - è la dimostrazione di un fallimento voluto e cercato".

L'addio di Diana. Al termine della seduta, durante una conferenza stampa annunciata ad hoc, Mario Diana ha annunciato le dimissioni da capogruppo del Pdl, andando a costituire un nuovo gruppo assieme a Massimo Mulas, Nanni Campus, Roberto Capelli e la presidente del Consiglio Claudia Lombardo. “Il fatto importante”, ha detto Diana “non è che io non sia più il capogruppo del Pdl ma che nasca oggi un nuovo gruppo politico, composto non solo da ex consiglieri del gruppo Pdl, che si collocherà all’opposizione in senso costruttivo. Vogliamo far capire ai sardi che esistono alternative reali a questa situazione, che esistono soluzioni. E gli altri partiti non lo stanno facendo o lo fanno in modo soltanto marginale. Noi daremo stimoli e sostegno alla politica regionale in un momento in cui la casta è vista come il fumo negli occhi". 

 

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