Politica
venerdì, 20 dicembre 2013

Siria, armi chimiche in Sardegna? Cappellacci contro

La Sardegna prende posizione contro l’ipotesi di transito delle armi chimiche siriane presso i porti dell’isola, che trova ulteriori conferme rispetto a quanto anticipato nei giorni scorsi dai media nazionali. Con una lettera inviata al premier Letta, il presidente Cappellacci esprime la netta contrarietà della Regione:

"Secondo quanto riportato da fonti riservate, che confermerebbero quanto riportato da alcuni media nazionali, - scrive Cappellacci - la Sardegna potrebbe essere effettivamente indicata dal Governo come luogo di transito delle armi chimiche provenienti dalla Siria. E' un'ipotesi che respingiamo con sdegno e con sgomento e che, ove necessario, contrasteremo in ogni sede possibile. Nessuna esclusa”.

Nella missiva il presidente della Regione denuncia un atteggiamento prevenuto da parte dello Stato centrale: “Respingiamo altresì con la massima indignazione possibile – scrive Cappellacci- un modo di pensare subdolo e strisciante che sembra ormai una sorta di automatismo, un riflesso, della politica romana: quello secondo il quale la nostra terra viene sempre indicata per prima quando si tratta di trovare una destinazione per un carico "scomodo". Allo stesso tempo la Sardegna non viene considerata una priorità riguardo a questioni, come ad esempio quella infrastrutturale, quella dei trasporti, giacenti da decenni. Nel corso degli anni – evidenzia Cappellacci- abbiamo visto ministri e sottosegretari proporre centrali e scorie nucleari, carceri, rifiuti ed altre nefandezze che preferiamo restino dall'altra parte del mare. Se qualcuno confida nel fatto che i sardi sono pochi e che sono lontani dai collegi elettorali della politica nazionale "che conta" – osserva il presidente -, sta sbagliando i suoi calcoli. Perché dinanzi a questo ennesimo sopruso siamo pronti a ribellarci con tutte le nostre forze".

"La nostra isola – prosegue Cappellacci - si aspetta ben altro genere di attenzioni in un momento difficile sia perché siamo reduci da una calamità che ha ferito mortalmente il nostro popolo sia perché è ora che la nostra terra, per la sua cultura, per il suo ambiente e per la sua identità merita di essere considerata come il luogo ideale in cui collocare il meglio che può essere espresso dalle comunità nazionale e non le "scorie" di qualsiasi genere”.

Evidenti anche le possibili ripercussioni in termini di immagine per il turismo: "La scellerata decisione di indicare la Sardegna come possibile destinazione delle armi chimiche rischia di tradursi in un grave danno alla nostra immagine turistica, perché trasmetterebbe l'idea sbagliata della nostra terra”.

Ultimo aggiornamento: 20-12-2013 11:20
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