Politica

Regionali, una poltrona per sette. Ecco i candidati in corsa

Parte la corsa alla Regione. Sono sette i candidati che parteciperanno alle elezioni del prossimo 16 febbraio: Cappellacci (Fi), Pigliaru (Pd), Pili (Unidos), Sanna (MZF), Murgia (Sardegna Possibile), Devias (Fronte Independentistas Unidu) e Puddu (Lista Doddore Meloni). Tra le alleanza ancora in bilico il Psd'Az.

CAGLIARI - Con la scelta di Francesco Pigliaru come leader del Partito Democratico parte ufficialmente la corsa alle elezioni regionali della Sardegna. La data del voto è stata fissata al 16 febbraio: i sardi voteranno per il rinnovo del Consiglio regionale e l’elezione del presidente della Giunta. Sono 34 in tutto i simboli presentati alla Corte d'Appello di Cagliari entro le 20 di ieri sera. Tra questi manca quello del MoVimento 5 Stelle.

I candidati. Ieri il Pd ha designato il suo candidato, Francesco Pigliaru, che prenderà il posto di Francesca Barracciu. Con lui i concorrenti diventano sette: per il centrodestra il governatore uscente Ugo Cappellacci, Michela Murgia (Sardegna Possibile), Mauro Pili (Unidos), Gigi Sanna (Movimento Zona Franca), Pier Francesco Devias (Fronte Indipendentistas Unidu) e Cristina Puddu (per la lista di Doddore Meloni). Il grande assente è il MoVimento 5 Stelle, che alle scorse politiche fu il primo partito nell'isola: Grillo ha infatti deciso di non concedere il simbolo, per via di una frattura tra gli esponenti sardi del movimento.

Cappellacci ha già cominciato la sua campagna elettorale, presentando insieme al rinnovo della sua candidatura un programma di nove punti. Uno dei pilastri fondamentali sarà ancora la promessa della Zona Franca Integrale. Lo dimostra l'adesione in questi giorni al Gruppo Misto del Consiglio regionale che permetterà così alla lista 'Sardegna Zona Franca - Maria Rosaria Randaccio' (i sostenitori della Zf sono divisi .ndr) di  non raccogliere le firme per partecipare alle elezioni. Sull'altro fronte il Partito Democratico, guidato ora dall'economista Pigliaru, dovrà trovare le forze per riorganizzarsi. In molti ci credono e sostengono che per le elezioni sarà una battaglia solo tra Pd e Forza Italia. Non è d'accordo Michela Murgia, leader di Sardegna Possibile con una campagna elettorale avviata da tempo, che affila le armi e cerca di imporsi come alternativa. Un'alternativa che anche Mauro Pili cerca di dare attraverso un partito di destra che sposa le idee sovraniste, Unidos appunto, che potrebbe essere una spina nel fianco per Cappellacci.

Un grosso punto interrogativo rimane il Psd'Az. Partito la scorsa legislatura in coalizione con il centrodestra, il Partito Sardo d'Azione ha deciso di smarcarsi per avvicinarsi al Pd di Francesca Barracciu. Ma ora che l'ex sindaco di Sorgono è fuori dai giochi è improbabile un accordo con il centrosinistra: è quindi nel mezzo, indeciso dove collocarsi e timoroso sull'effettuare ulteriori manovre che possano demoralizzare lo zoccolo duro del loro bacino di voti.

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