Politica

SanitÓ, ecco la rivoluzione. Pigliaru: "Basta sprechi"

La Regione presenta la riorganizzazione della SanitÓ sarda. Il governatore Pigliaru: "La riforma radicale e profonda del sistema va nella direzione giusta. Dobbiamo avere il coraggio di proseguire su questa strada e di farlo insieme".



CAGLIARI - Pigliaru ha parlato alla conferenza regionale su 'La rete ospedaliera nella riforma sanitaria regionale', organizzata dall'assessorato della Sanità. Ha detto che "abbiamo una sanità non all'altezza di ciò che meritiamo e non per colpa di chi ci lavora, ma perché siamo male organizzati, da una parte abbiamo sprechi e dall'altra una qualità dei servizi non sufficiente. Dobbiamo migliorare e per farlo occorre spendere bene i nostri soldi: costerà sempre di più avere servizi veri, ogni spreco è un crimine nei confronti dei cittadini. Dobbiamo fare molto meglio, in questi anni si è lavorato male nella sanità. Per noi – ha detto ancora il Presidente – questa riforma e quella degli Enti locali, rappresentano passaggi vitali, su cui ci giochiamo tutto. Siamo nella direzione giusta, consapevoli che le riforme si fanno insieme e non con diktat".

Sulla riforma della rete ospedaliera si è soffermato l'assessore Arru, spiegando che una riorganizzazione mancava dall'ultimo Piano sanitario del 2006. "Quella di luglio è una delibera di approvazione preliminare, che abbiamo aperto al dibattito pubblico. Abbiamo raccolto, in giro per tutti i territori, più di quaranta osservazioni e valuteremo quante possono essere in linea con la struttura generale della riforma. Stiamo proponendo un metodo, poi spetterà al Consiglio regionale decidere. Il nostro obiettivo – ha detto ancora Arru - è cambiare per migliorare. Nessuno sta tagliando ospedali, dobbiamo però avere il coraggio di fare scelte, dando garanzie di salute e non confondendo il posto-letto con la garanzia di servizi". L'assessore ha sottolineato il ruolo importante dell'Università nel riordino della rete e aggiunto che "la nostra scommessa è creare servizi per tutti i cittadini della Sardegna". In chiusura l'invito al mondo della sanità: "Diamoci del noi, non continuiamo con una mentalità che non ci fa vedere oltre il nostro ombelico. Miglioriamo e facciamolo insieme".

La riforma viene bocciata da Forza Italia. "E' una finta riforma, una camera mortuaria per la Sanità sarda, per intere comunità e territori, perché preclude un'assistenza adeguata, calibrata sulle esigenze della collettività anziché su quelle della politica". Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale azzurro. "Per accontentare i feudatari della sinistra, scatenano guerre di campanile, creano cittadini pazienti di serie "A" ed altri di serie "B", non fanno risparmiare nulla, perché gli unici sacrifici sono imposti ai cittadini. Si pratica il vecchio divide et impera per far passare una linea che ancora una volta risente della sua sudditanza psicologica nei confronti di Soru: il modello "Hub and spoke" infatti è un'idea che risale all'epoca dell'assessore Dirindin.

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