Politica

Chiusa la vertenza entrate, alla Sardegna 600 milioni

Dopo dieci anni si chiude la vertenza entrate tra Stato e Regione. "L'accordo diventa una legge certa, con regole scritte e precise che riconoscono pienamente tutto quanto rivendicato dalla Sardegna". Riconosciuti all'Isola 900 milioni, in parte (300) gią versati a gennaio.



Lo fa sapere la stessa Giunta regionale per la quale si tratta di "un risultato importante", ottenuto grazie all'approvazione giovedì scorso in Commissione paritetica Stato-Regione delle norme di attuazione dell'articolo 8 dello Statuto, quello che elenca tutte le entrate che spettano alla Sardegna. 

"Questa storia è rimasta sospesa troppo a lungo. Era tempo di chiudere il lavoro che cominciammo nell'ormai lontano 2006, quando portammo alla luce una situazione di completa disattenzione nell'applicazione dello Statuto della Sardegna, e così abbiamo fatto: in pochissimo tempo abbiamo chiuso definitivamente la partita", commenta il presidente Pigliaru. "Allora ottenemmo la scrittura di un articolo 8 molto più favorevole per il nostro regime delle entrate; oggi, grazie anche al grande impegno della Commissione Paritetica, abbiamo scritto e concordato le regole che chiudono la vertenza".

Le principali novità. Il percorso è iniziato nel 2006 con l'accordo Soru-Prodi che, recepito nella legge 296, modificava l'articolo 8 dello Statuto riconoscendo alla Regione nuove e maggiori entrate tributarie. Lo Stato riconosce la maggior parte delle entrate spettanti alla Regione con la nuova formulazione statutaria a regime dal 2010, circa 5 miliardi e 800 milioni di euro. Durante la precedente legislatura, senza l'approvazione delle norme di attuazione, la vertenza era rimasta aperta per alcune entrate sulle quali non si era individuato un metodo condiviso di quantificazione e cioè Ires maturata, giochi, riserve matematiche, redditi di capitale, che oggi vengono pienamente riconosciute. Questo garantisce sicurezza sulle entrate finora controverse, circa 130 milioni di euro all'anno, e il riconoscimento di tutti gli arretrati, 900 milioni di cui 300 già versati a gennaio scorso. Altro importante risultato è che lo Stato non potrà tenere per se le riserve erariali della Sardegna per fare cassa, se non in casi di eventi eccezionali e imprevedibili, un terremoto per esempio, che rendano necessario ricorrere a risorse straordinarie.

Il testo delle Norme di Attuazione sarà portato in Giunta martedì prossimo e seguirà l'iter in Consiglio regionale e infine avrà approvazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri.

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