Politica

Tasse, Irpef più alto per ripianare i deficit della Sanità

Il Consiglio regionale ieri sera ha approvato l'aumento dell'Irpef per ripianare i debiti della sanità sarda. Ma non tutti pagheranno di più: gli aumenti riguarderanno i redditi oltre i 28mila euro.



CAGLIARI - Il disegno di legge della Giunta regionale che aumenta l'Irpef è stato approvato con un emendamento di modifica. Il Consiglio regionale ieri ha detto sì al documento di un solo articolo che prevede l'aumento dell'imposta, per scaglioni di reddito, in modo da coprire il disavanzo di gestione del settore sanitario con decorrenza dall'anno d'imposta 2015.

GLI SCAGLIONI. Ecco quanto si pagherà: per i redditi fino a 15.000 euro si pagherà lo 0,95 per cento, mentre si dovrà versare l'1,20 per cento per i redditi oltre euro 15.000 e fino a euro 28.000. Questi sono gli unici casi in cui le aliquote diminuiscono rispetto alle attuali. Gli aumenti invece riguardano i seguenti scaglioni: si pagherà il 2,70 per cento per i redditi tra i 28.000 e fino a 55.000 euro; il 3,20 per cento per i redditi oltre i 55.000 euro e fino a euro 75.000; il 3,33 per cento per i redditi oltre i 75.000 euro.

PACI. "Ci costa molto chiedere un sacrificio ai cittadini ma abbiamo il dovere di riportare i costi della Sanità a livelli accettabili e sostenibili garantendo allo stesso tempo un servizio adeguato. Questa è l'unica strada che ci permette di recuperare 210 milioni grazie a spending review nella pubblica amministrazione e miglioramento del ciclo economico e 140 dall'incremento temporaneo delle tasse. La sola alternativa sarebbe stato fare tagli drastici ammazzando completamente le politiche regionali". L'ha detto l'assessore della Programmazione e del Bilancio Raffaele Paci nell'aula del Consiglio regionale che ha votato il disegno di legge che ritocca l'Irpef (abbassando le prime due aliquote rispetto alle attuali e incrementando progressivamente le ultime tre) e l'Irap. "Stiamo chiedendo un sacrificio ai cittadini più abbienti e tutelando le fasce più deboli. Ma è un sacrificio a tempo, una tassa di scopo finalizzata solo ed esclusivamente a risanare le casse della Sanità alla quale dobbiamo destinare 350 milioni in più rispetto all'anno scorso per risanare il grande disavanzo generato dalla gestione della precedente legislatura e dovrà provvedere anche a nuovi extra Lea e farmaci innovativi. Per questo credo sia necessario aprire in tempi brevi una nuova vertenza con lo Stato per il riconoscimento delle nostre nuove funzioni chiedendo la riduzione proporzionale degli accantonamenti".

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