Politica

L'addio di Ryanair infiamma la politica. "Posti di lavoro in fumo, Zedda e Pd conniventi"

Da Cagliari arriva la furia di Piergiorgio Massidda, candidato sindaco supportato da liste civiche. Sberle a Regione e Comune: "Mix di incapacità e sottomissione, l'Isola isolata a favore di Sicilia e Puglia".



CAGLIARI - L'addio della compagnia low cost sembra essere praticamente cosa fatta. Il taglio netto delle rotte da e per l'Isola penalizza soprattutto il capoluogo. E, se mondo del commercio e dello sport auspicano finanziamenti privati, la vicenda scuote, non poco, anche la politica. Lo sa bene Piergiorgio Massidda, ex presidente dell'Autorità portuale e attuale candidato sindaco di una larga e variegata coalizione civica. "È ormai certo che Ryanair lascerà Cagliari e la Sardegna per aumentare la propria presenza in Sicilia. Chi ha responsabilità politiche intanto si nasconde e non cerca soluzioni. La Giunta regionale si prenda la responsabilità di spiegare ai sardi il perché di questo disastro. Della perdita di posti di lavoro. Dell'inevitabile riduzione di turisti. Della difficoltà dei nostri emigrati di tornare in Sardegna a prezzi ragionevoli, delle squadre che avranno difficoltà nelle trasferte, dei lavoratori che pagheranno prezzi altissimi per spostarsi. Questa situazione" continua Massidda, a proposito della fuga della compagnia aerea irlandese, "è figlia di un mix di incapacità e sottomissione. Incapacità nel trovare nuove soluzioni e ripensare una vera continuità territoriale. Sottomissione ai partiti con la testa a Roma che hanno tutto l'interesse ad avere la Sardegna isolata. Sembrava fantapolitica pensare che il Pd sostenesse Alitalia a discapito delle low cost, continuo a scartare questa possibilità, ma questa situazione rimane inspiegabile".

Massidda attacca anche l'attuale primo cittadino cagliaritano: "Ricordiamoci di ringraziare Massimo Zedda per il suo silenzio connivente col la Giunta del Pd che dà ragione a chi lo accusava di sottomettersi a vecchie logiche di partito pur di salvare la propria candidatura. In questa maniera si danneggiano gravemente i cagliaritani. Per salvare Cagliari bisogna liberarsi dai condizionamenti di partiti che seguono logiche romane e dimenticano i sardi. Per cambiare le cose bisogna ripartire dalla gente, da un nuovo modo di fare politica, dalle liste civiche e la partecipazione popolare".

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