Politica

La protesta degli operai Alcoa a Cagliari

Nuova protesta degli ex lavoratori dell'Alcoa di Portovesme. In duecento questa mattina sono arrivati a Cagliari per presidiare il palazzo del Consiglio regionale in via Roma. I lavori dell'Aula, previsti per le undici, sono slittati al pomeriggio.



CAGLIARI -  Torna a farsi sentire la protesta degli ex dipendenti dello stabilimento Alcoa di Portovesme. Questa mattina in duecento hanno occupato l'esterno del palazzo del Consiglio regionale nella centralissima via Roma. Impossibile per i politici fare ingresso in Aula per prendere parte ai lavori sulla riforma degli Enti Locali. La mobilitazione è scattata per chiedere alla politica regionale di riprendere in mano la vertenza Alcoa e portarla all'attenzione del Governo. 

L'attività del Consiglio regionale è ripresa nel pomeriggio. In apertura di seduta Gianfranco Ganau (presidente del Consiglio) ha illustrato all’Aula un documento, concordato questa mattina in conferenza dei capigruppo, in cui si esprime solidarietà  ai lavoratori dell’Alcoa ma non si  condivide il metodo con cui è stata portata avanti la protesta, bloccando  l’attività del parlamento dei sardi. "Il Consiglio regionale si impegna a chiedere che il presidente del Consiglio dei ministri intervenga direttamente nella vertenza per il rilancio dell’attività Alcoa.  Il primo febbraio - è scritto in una nota stampa -, durante la seduta statutaria, sarà discusso un ordine del giorno unitario sull’argomento".  [Continua dopo la foto]

 
Dopo la protesta di questa mattina gli schieramenti chiedono l'intervento del Governo, seppur da posizioni differenti. "Renzi ha tradito tutte le promesse: ad Olbia, davanti alla cittadinanza, agli operai, ai media nazionali, disse che agli inizi di settembre sarebbe tornato per riaprire Alcoa e per portare anche altre soluzioni per la questione Sardegna". Lo ricorda Pietro Pittalis, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale. "E' giunta abbondantemente l'ora – prosegue Pittalis- di dare la sveglia ad un Governo che è ovunque fuorché nell'isola. Ma prima bisogna scuotere dal suo torpore anche il ministro Guidi, al quale deve essere assolutamente sottratta la vertenza, che deve essere trattata direttamente a Palazzo Chigi. Bisogna risvegliare anche una Giunta Pigliaru che è da due anni in luna di miele, che ignora le vertenze sarde, che fa da silenziatore anziché da megafono ai sardi".
 
Per il capogruppo Pd, Pietro Cocco, “il problema è sempre quello di trovare una soluzione strutturale sulla questione energetica a prezzi competitivi per il rilancio del sistema produttivo del Sulcis- Iglesiente e della filiera dell’alluminio di Portovesme. Il Governo ha il dovere di intervenire direttamente sulla vertenza Alcoa e far sì che la produzione di alluminio diventi una una volta per tutte una scelta strategica non solo per la Sardegna ma per l’Italia. Occorre mettere a punto una piattaforma per la qualificazione del settore che trovi, con una specifica e organica politica industriale, uno stretto collegamento a livello europeo". 
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