Politica

Enti locali, passa la riforma: Cagliari città metropolitana e Unioni di Comuni ma restano 4 province

Dopo un lungo iter, il Consiglio regionale ha approvato la riforma di riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna. Nasce la città metropolitana di Cagliari e le Unioni di Comuni, per ora rimangono le Province storiche. L'assessore Erriu: "Presto le elimineremo".



CAGLIARIIl Consiglio regionale ha approvato con 29 voti a favore e 17 contrari il Dl 176/A di riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna.  Il provvedimento era entrato in aula il 9 dicembre. Il suo iter è stato lungo e travagliato: le sedute in cui  è stato discusso il Disegno di legge sono state 17, per un totale di  52 ore e 35 minuti.  Oggi il via libera.

Sono tre i capisaldi della riforma degli enti locali: le Unioni di Comuni, la Città metropolitana e il superamento delle Province. "Le Unioni di Comuni e le loro varianti territoriali (Rete metropolitana di Sassari e Reti urbane) costituiscono la vera sfida, in quanto introducono un assetto che punta a rafforzare e valorizzare la cooperazione tra Comuni - spiega l'assessore degli Enti locali Cristiano Erriu -. Si tratta, peraltro, di un esempio unico in Italia: siamo l'unica regione ad aver reso obbligatoria l'adesione di tutti i Comuni ad una Unione. Questa Giunta ritiene che le Unioni di Comuni siano il vero progetto innovativo sul quale puntare e una sfida decisiva per il futuro".

"Il modello della Città metropolitana di Cagliari che è stato previsto - sottolinea Erriu - è del tutto originale rispetto a quanto fatto nel resto d'Italia, dove la città metropolitana coincide con il territorio dell'intera provincia, mentre in Sardegna sono 17 i Comuni che andranno a farne parte, ovvero quelli che hanno una stretta relazione con il capoluogo sardo. Infine, con il superamento delle Province viene data definitiva attuazione all'esito dei referendum promossi nell'Isola nel 2012. Ci sarà la chiusura delle quattro Province istituite in tempi più recenti, e stiamo avviando il percorso per la definitiva soppressione di quelle storiche. Gran parte delle funzioni provinciali sarà trasferita alle Unioni di Comuni in modo graduale e concordato, garantendo ai cittadini e alle imprese la piena continuità dei servizi sinora erogati".

Dall'opposizione invece arrivano le critiche. "Quella disegnata dalla legge di disordino degli Enti Locali è una Sardegna divisa e mutilata". Lo ha dichiarato Pietro Pittalis, capogruppo di Forza Italia Sardegna in Consiglio regionale. "Divisa per campanili e mutilata delle aree interne, della Gallura, della Sardegna centrale e settentrionale i cui interessi vengono rinviati a, non meglio precisate, perequazioni, all'insegna della logica perversa che ispira questa Giunta: quella di scrivere la parola riforma nell'intestazione di una legge, rimandando poi a futuri e solo eventuali provvedimenti i cambiamenti concreti. Nel frattempo, tutto resta come è, con la riesumazione delle vecchie province, il mantenimento di rendite di posizione e qualche giro di poltrone". 

Secondo Attilio Dedoni (Riformatori) “la legge approvata oggi rappresenta la mazzata finale per il sistema delle autonomie locali in Sardegna. Se mai si dovesse giungere alla sua applicazione, si creerebbe il caos più totale, con una moltiplicazione dei livelli istituzionali e una riduzione degli spazi di democrazia tali da rendere impossibile per i cittadini capire da chi e da quali enti il loro territorio è governato”.

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