Politica

Donne in politica, in Consiglio regionale proposta per una nuova legge elettorale

“Oggi siamo tutti coinvolti, maggioranza ed opposizione e commissione pari opportunità, per ribadire l’impegno per una legge elettorale che garantisca alle donne una adeguata presenza politica nelle istituzioni regionali”. Lo ha affermato il vice capogruppo di Forza Italia Alessandra Zedda assieme alle colleghe Anna Maria Busia (Sdl), Daniela Forma e Rossella Pinna (Pd).



CAGLIARI - A pochi giorni di distanza dall’approvazione da parte del Parlamento delle norme sulla parità di genere, le consigliere auspicano una nuova legge elettorale ancora più avanzata per la Sardegna, sul modello di quella della Campania. “C’è ancora molto da fare per allargare la presenza femminile nella politica”, ha concluso la Zedda, “e crediamo che questo debba essere un grande obiettivo di tutta la società sarda che, grazie alle donne, può crescere ancora e soprattutto meglio in termini di partecipazione alla vita pubblica”.

A giudizio di Anna Maria Busia, di Sdl, non bisogna dimenticare che proprio la legge della Campania, “fu in una prima fase impugnata dal Governo e poi oggetto di una sentenza della Corte costituzionale in cui venne riconosciuta la necessità di rimuovere con adeguati strumenti legislativi, la discriminazione contro le donne; apprezzamento, quindi per la legge nazionale, e ancora di più per la proposta del collega Sabatini che colloca la materia elettorale nello spazio più alto del nostro ordinamento, quello delle statutaria che è una legge di principi”.

Daniela Forma, del Pd, si è soffermata invece in primo luogo sulla bassa percentuale di donne elette nelle diverse assemblee della Sardegna, “segno di un percorso ancora per molti aspetti complicato, che necessità di una pluralità di interventi”, sottolineando poi che la proposta di legge regionale sarda “tende al raggiungimento del principio pieno di parità, con una presenza nelle liste di uomini e donne nella stessa misura del 50%.

Secondo Rossella Pinna, sempre del Pd, “il problema non è quello della cosiddette quote rosa alle quali personalmente sono sempre stata contraria ma, piuttosto, quello di mettere in campo azioni forti ed incisive per una vera parità; tutti gli indicatori ci dicono che le donne hanno fatto molta strada, ad esempio, nel settore dell’istruzione, ma non nell’economia e, appunto, nella politica”. La presidente della commissione pari opportunità Barbara Congiu ha poi ricordato la il voto segreto della precedente legislatura che affossò la norma sulla parità di genere, auspicando che “da oggi parta un count down fino all’approvazione di una nuova legge che finalmente riconosca il principio della parità”.

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