Politica

Ex inceneritore di San Lorenzo, svolta dopo 50 anni. 1,7 milioni per il nuovo impianto - LE FOTO

Risanamento e messa in sicurezza, il Comune di Cagliari pronto a demolire e ricostruire. Addio alle fosse, arrivano i nastri trasportatori. Sì alla creazione di una "collinetta dei rifiuti".

CAGLIARI - L'intervento di risanamento e messa in sicurezza dell’ex inceneritore di San Lorenzo "affronta una problematica ambientale che trova le sue origini in scelte e metodi di circa 50 anni fa: un’era archeologica per quanto riguarda le tecniche di gestione dei rifiuti. In questo arco di tempo i sistemi si sono evoluti passando dalla pratica dell’accumulo incontrollato allo sviluppo di percorsi di selezione e trattamento. Nei 41290 metri quadrati occupati complessivamente dagli impianti nel complesso di San Lorenzo sono oggi ben visibili gli esiti di un processo tutto sommato breve, ma per certi versi devastante.  Per venti anni, infatti, dal 1967 al 1987, i rifiuti dei cagliaritani sono stati smaltiti in quello spazio, tramite un impianto di termodistruzione (il Forno Ciclope) e una discarica a cielo aperto, la cui volumetria è stata recentemente valutata in 174mila metri cubi". Così dal Comune di Cagliari.

"L’intero polo è oggi un’area fatiscente ma indispensabile per il sistema di gestione dei rifiuti della città di Cagliari. Giornalmente si lavorano circa 250 tonnellate, convogliate poi sugli impianti di smaltimento o di trattamento. La progettazione degli interventi di messa in sicurezza e di adeguamento tecnologico ha dovuto quindi considerare l'esigenza di mantenere in esercizio una parte degli impianti. Le scelte progettuali hanno poi percorso un iter di valutazione e confronto che ha richiesto innumerevoli pareri e autorizzazioni da parte di organismi diversi (dalla Regione Sardegna all’ARPAS, dai Vigili del Fuoco a ASL, ANAS, Provincia) per arrivare al bando pubblicato a fine dicembre 2015 e in scadenza al 18 aprile 2016. I lavori da appaltare comprendono: la realizzazione di un moderno impianto di travaso che abbandona il vetusto sistema della fossa e introduce i nastri trasportatori, la demolizione del camino e del condotto fumi e la rimozione di una serie di opere infrastrutturali obsolete e fatiscenti. Costo totale di 1,7 milioni di euro, tutti denari comunali.

La Conferenza di Servizi tenuta lo scorso 20 gennaio ha definito e condiviso, con tutti gli enti interessati, la progettazione preliminare della messa in sicurezza permanente della discarica. Questo intervento non prevede la rimozione dei rifiuti, ma il loro isolamento e la copertura con vari strati di materiali fino ad arrivare a un livello di superficie che possa favorire la crescita di vegetazione. L’esito del ripristino ambientale sarà pertanto una sorta di collina artificiale, piantumata e piacevole alla vista.
Va sottolineato che la discarica è stata oggetto di numerosissime attività di indagine, i rifiuti indifferenziati sono in fase di avanzata mineralizzazione e dunque la discarica è sostanzialmente stabile con scarsa produzione di percolato (attribuibile principalmente alle precipitazioni meteoriche, in assenza di copertura) e assenza di biogas. Il progetto prevede una tipologia passiva di intervento, consistente nel controllo e nell’isolamento dell’ammasso dei rifiuti dall’ambiente circostante. Questa scelta è resa possibile in virtù di due aspetti fondamentali propri dell’area su cui insiste la discarica: l’esistenza di una vasta superficie d’appoggio in argilla impermeabile e l’assenza di acque sotterrane a contatto o in prossimità dei rifiuti.  Il costo previsto è di circa 2,5 milioni di euro, in parte da reperire con un finanziamento della Regione Sardegna, in parte connessi a fondi dell'amministrazione comunale.

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