Politica

Legge di stabilità, chiarezza sulle risorse. La Sardegna si rivolge alla Corte Costituzionale

La Regione impugna i commi legati al contributo delle Regioni e delle Province autonome per il trienni 2017-2019. Un anno di tempo per trovare un accordo condiviso con Roma.



CAGLIARI - La Regione Sardegna impugna dinanzi alla Corte Costituzionale due commi della Legge di Stabilità 2016 che hanno effetto sulle finanze regionali a partire dal 2017. I commi impugnati sono il 680, che disciplina il contributo delle Regioni e delle Province autonome alla finanza pubblica per il triennio 2017-2019, e il 711 che determina il metodo di calcolo del fondo pluriennale vincolato. Si tratta di una iniziativa tecnica che è stata presa per motivi di autotutela anche dalle altre Regioni a Statuto speciale (Friuli Venezia Giulia, Sicilia) e dalle Province Autonome di Trento e Bolzano, per evitare conseguenze negative per le finanze regionali e per gli ambiti di esercizio dell'Autonomia.

"È una decisione che non riguarda in alcun modo i rapporti politici fra governo nazionale e governo regionale, che procedono all'insegna del dialogo e del confronto quotidiano nell'interesse dei cittadini sardi", così dalla Regione. In ogni caso, "c'è ora un anno di tempo per proseguire l'interlocuzione con il governo su questo tema e per trovare un accordo condiviso intorno a tutti i temi che riguardano il contributo della Sardegna alla finanza pubblica".

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