Politica

Moby Prince, tre testimoni raccontano il disastro di 25 anni fa

Davanti alla commissione d'inchiesta sul disastro della Moby Prince l'audizione di tre testimoni oculari.



ROMA - La commissione parlameentare d'inchiesta prosegue le sue audizioni sul disastro della Moby Prince. Dopo l'analisi degli atti giudiziari è passata ad approfondire il tema del funzionamento dei soccorsi nella fase successiva all'impatto. Sono stati ascoltati l'ex direttore ufficio acquisti della Navarma Florio Pacini, tra gli ultimi a salire sulla nave nel pomeriggio del 10 aprile 1991 e i due ormeggiatori Walter Mattei e Matteo Valli che furono i primi a trovare la Moby dopo l'impatto, a dare l'allarme alla capitaneria e a trarre in salvo il superstite Alessio Bertrand.

Florio Pacini, ex direttore acquisti della Navarma, ha chiesto di poter essere ascoltato dalla commissione per raccontare la sua esperienza diretta ma anche gli esiti di un lungo e articolato lavoro di studio e analisi su quanto avvenuto il 10 Aprile del 1991. Ha ricordato un clima sereno nella nave prima della partenza e l'interlocuzione avuta con l'equipaggio durante il pomeriggio nel quale ha effettuato un sopralluogo su lavori in corso. Poi si è concentrato sui tempi di sopravvivenza nella Moby ben più lunghi delle conclusioni cui si è giunti fino ad oggi, e dalla sua analisi, supportata da diversi dati tecnici e foto delle navi coinvolte, emerge l'ipotesi di un forte impegno operativo dell'equipaggio della Moby volto a mettere in salvo i passeggeri nelle ore successive l'impatto.

Walter Mattei e Matteo Valli sono gli ormeggiatori che per primi arrivarono sul luogo dell'incidente, salvando la vita all'unico superstite Alessio Bertrand. Testimoni della presenza della nebbia ritengono sia stata probabilmente la causa principale dell'incidente. Valli ha ricordato il momento del salvataggio di Bertrand. "Gridava che erano tutti morti ma abbiamo seguito comunque la nave nella speranza che qualcuno si fosse buttato, mentre l'incendio divampava".

"La possibilità di entrare in contatto con versioni anche diverse tra loro - ha detto il presidente della Commissione, il senatore Silvio Lai - per noi è molto importante e utile per arrivare alla verità perché ci consente di esplorare ipotesi non prese in considerazione sino ad ora. Ringraziamo tutti coloro che si tanno mettendo a disposizione per aiutare la commissione perché ci permette di poter confrontare e approfondire tutti gli aspetti che emergono dalle audizioni. Il nostro lavoro dunque prosegue con l'obiettivo di acquisire più elementi possibile e di cercare la verità su quanto accaduto 25 anni fa davanti al porto di Livorno."

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