Politica

Consulenze Insar, società in house della Regione. "In un anno spesi 1,2 milioni, subito chiarezza"

Interrogazione in Parlamento sulla società Insar, partecipata di Regione e Stato. Uras (Sel) e Capelli (Cd): "Basta sprechi e pratiche clientelari, governo faccia chiarezza su spese e modalità di funzionamento".



CAGLIARI - "Quali sono stati negli ultimi tre anni i trasferimenti finanziari di provenienza nazionale e comunitaria assegnati all’Insar spa per la realizzazione di progetti di servizio per l’impiego, politiche del lavoro e programmi di formazione professionale?".

Lo chiedono i parlamentari sardi Luciano Uras (Sel) e Roberto Capelli (Cd) in un'interrogazione ai ministri dell'Economia e del Lavoro, presentata sia alla Camera che al Senato, sull' attività in Sardegna di Insar spa, società partecipata dalla Regione e dallo Stato per lo svolgimento di interventi di politiche del lavoro, di promozione dell’autoimpiego e per l’inserimento lavorativo, anche di soggetti svantaggiati.

"Riteniamo necessario - proseguono i parlamentari - acquisire notizia sulle attività della società pubblica e sulle modalità di spesa, anche in ragione delle ingenti risorse gestite attualmente da Insar, pari a diverse decine di milioni di euro". Uras e Capelli sottolineano come "nello svolgimento delle diverse attività progettuali risulterebbe che Insar spa, partecipata pubblica statale e regionale, faccia sistematico ricorso a forme discutibili di collaborazione esterna, contrattualizzando diversi soggetti, tra cui singoli docenti, società di consulenza e professionisti, di norma senza procedure di selezione pubblica, con affidamenti diretti o tramite utilizzo di short list".

"Tali docenze, consulenze o collaborazioni, tra l'altro, sarebbero state, per il solo 2015, circa 129 di varia durata, da un minimo di otto giorni a un massimo di dodici mesi assegnati con diverse modalità: 71 classificate come collaborazioni esterne, 47 decise attraverso short list, quindi dopo la valutazione di titoli, 10 con affidamenti diretti, in un solo caso si è proceduto con “selezione a evidenza pubblica”. I 129 contratti Insar spa sarebbero costati 1.208.997 euro, coperti percentualmente in base all’azionariato societario. Risulterebbe inoltre che in 18, tra professionisti e società, abbiano ricevuto un doppio incarico, mentre in due casi uno stesso fornitore avrebbe firmato tre distinti contratti".

"I cittadini disoccupati sardi - hanno concluso Uras e Capelli - hanno il sacrosanto diritto di conoscere se le tante risorse messe a disposizione da Ue, Stato e Regione stiano effettivamente determinando una ricaduta positiva per chi cerca lavoro. O se invece, al contrario, si sia di fronte ad un ennesimo spreco di finanza pubblica o, peggio, ad una pratica clientelare che si sottrae al controllo di legittimità e contabile dei responsabili politici di Stato e Regione".

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