Politica

Accoglienza migranti, Sardegna in prima linea. ╚ polemica: "11 milioni di euro e 5mila arrivi all'anno, sardi dimenticati"

Ok dalla Regione alla delibera "Una societÓ inclusiva", previsti assistenza e agricoltura sociale, oltre all'integrazione nella societÓ. "Non servono immigrati ma risorse e certezze per i sardi".



CAGLIARI - Il tesoretto è grande, tanto quanto la scia di polemiche che si porta dietro. 350 milioni di euro - 950 nel triennio - per lotta alla povertà e inclusione sociale. La Giunta guidata da Francesco Pigliaru approva la delibera che coinvolge vari assessorati: Bilancio, Lavoro, Agricoltura, Sanità, Politiche sociali, Pubblica istruzione e Lavori pubblici. Le risorse sono per la maggior parte regionali (237,8 milioni), a seguire statali (59,4 milioni) ed europee (53,5 milioni). E c'è spazip anche per il "Piano regionale 2016 per l'accoglienza dei flussi migratori non programmati". Il documento, che a detta della Regione "affronta in modo organico le problematiche connesse con il fenomeno", è frutto anch'esso di un lavoro congiunto di tutti i settori dell'amministrazione regionale coinvolti, coordinati da Angela Quaquero, delegata del Presidente per le questioni relative ai migranti.

La delibera organizza i numerosi interventi programmati lungo sei obiettivi generali ("Spendere in modo più efficace ed efficiente per garantire una protezione sociale adeguata e sostenibile", con dotazione di 216,15 milioni di euro; "Lotta alla povertà" con 55,79 milioni; "Promuovere politiche per il sostegno e l'inclusione sociale" con 23,32 milioni; "Rafforzamento dell'economia sociale" con 8,69 milioni; "Supporto alle famiglie e alla genitorialità" con 27,95 milioni e "Sperimentare progetti di innovazione sociale" con 18,97 milioni). "La Regione sta facendo tanto per sostenere le persone in difficoltà strutturale o temporanea", dice Pigliaru, "con politiche attive e passive di inclusione. Tutti questi strumenti ora verranno articolati e coordinati, con un approccio diverso e condiviso con la nostra maggioranza". "Gli assessorati del Lavoro e della Pubblica istruzione hanno già messo in campo importanti interventi finalizzati all'inclusione lavorativa delle fasce più deboli", aggiunge l'assessore regionale del Lavoro, Virginia Mura, "e tanto è stato fatto per mettere in piedi una rete di sostegno a persone in difficoltà e alle persone disabili, favorendo ambienti di lavoro adatti per loro. Con la programmazione unitaria, coordiniamo le azioni, con piani personalizzati e integrati".

IL PIANO PER L'ACCOGLIENZA DEI MIGRANTI – Strettamente connesso con la delibera "Una società inclusiva" è il "Piano regionale 2016 per l'accoglienza dei flussi migratori non programmati". Il Piano affronta il tema del Soccorso e prima assistenza (su cui la Sardegna, insieme con la Toscana, ha avuto il riconoscimento da parte dell'Unione Europea come miglior pratica messa in campo), la Prima accoglienza, la Seconda accoglienza, Agricoltura sociale, il Sistema di accoglienza dei minori non accompagnati, la Salute dei migranti e la Mediazione interculturale. Un'ampia rosa di azioni (affidate nella loro esecuzione agli Assessorati del Lavoro, Sanità, Agricoltura, Pubblica istruzione, Turismo e Enti locali, alla Direzione Generale della Protezione Civile e all'Agenzia regionale per il lavoro) che copre tanto i momenti iniziali dell'arrivo dei migranti nella Regione, quanto quelli successivi, nell'ottica di un percorso di assistenza immediata e poi di integrazione nella società sarda per coloro che intendono restare nell'Isola. "Il Piano è all'insegna dell'unitarietà degli interventi e del coordinamento tra tutte le parti coinvolte a diverso titolo nel sistema dell'accoglienza – ha spiegato Angela Quaquero, delegata della Presidenza per le questioni relative ai migranti – e siamo tra le poche regioni ad essersi dotata di questo strumento. Per la prima assistenza, nella fase dell'accoglienza al momento dello sbarco, abbiamo avuto un importante riconoscimento a livello europeo come "buona pratica", ora dobbiamo affrontare le criticità del secondo passaggio, del dopo sbarco, e per questo è fondamentale il ruolo dei mediatori culturali, per il quale l'assessorato del Lavoro ha predisposto un bando di selezione".

IL PIANO PER L'ACCOGLIENZA DEI MIGRANTI – Strettamente connesso con la delibera "Una società inclusiva" è il "Piano regionale 2016 per l'accoglienza dei flussi migratori non programmati" che affronta in modo approfondito tutti gli aspetti connessi al fenomeno. Il Piano affronta il tema del Soccorso e prima assistenza (su cui la Sardegna, insieme con la Toscana, ha avuto il riconoscimento da parte dell'Unione Europea come miglior pratica messa in campo), la Prima accoglienza, la Seconda accoglienza, Agricoltura sociale, il Sistema di accoglienza dei minori non accompagnati, la Salute dei migranti e la Mediazione interculturale. Un'ampia rosa di azioni (affidate nella loro esecuzione agli Assessorati del Lavoro, Sanità, Agricoltura, Pubblica istruzione, Turismo e Enti locali, alla Direzione Generale della Protezione Civile e all'Agenzia regionale per il lavoro) che copre tanto i momenti iniziali dell'arrivo dei migranti nella Regione, quanto quelli successivi, nell'ottica di un percorso di assistenza immediata e poi di integrazione nella società sarda per coloro che intendono restare nell'Isola. "Il Piano è all'insegna dell'unitarietà degli interventi e del coordinamento tra tutte le parti coinvolte a diverso titolo nel sistema dell'accoglienza", spiega Angela Quaquero, delegata della Presidenza per le questioni relative ai migranti, "e siamo tra le poche regioni ad essersi dotata di questo strumento. Per la prima assistenza, nella fase dell'accoglienza al momento dello sbarco, abbiamo avuto un importante riconoscimento a livello europeo come "buona pratica", ora dobbiamo affrontare le criticità del secondo passaggio, del dopo sbarco, e per questo è fondamentale il ruolo dei mediatori culturali, per il quale l'assessorato del Lavoro ha predisposto un bando di selezione".

LE OPPOSIZIONI: "MIGLIAIA DI CLANDESTINI IN ARRIVO" - “Oltre 11 milioni di euro per alimentare il business dell’accoglienza degli immigrati e nessun fondo per reddito di cittadinanza e politiche per favorire la natalità dei sardi”. Paolo Truzzu, consigliere regionale di FdI, è critico nei confronti del piano regionale per l’accoglienza. "Previsti cinquemila immigrati all'anno, una pioggia di soldi dall’Europa e dalle casse regionali, che fanno ben capire perché l’assessore agli Affari sociali, Arru, abbia avuto l’ardire di affermare che: Noi abbiamo bisogno degli immigrati", attacca Truzzu. “Le associazioni che dovrebbero garantire una permanenza dignitosa agli stranieri sbarcati nell’Isola ricevono circa 35 euro al giorno, oltre mille euro al mese, per persona. Perché allora tanti pensionati sardi devono accontentarsi di ricevere ogni mese molto meno di quella cifra?, chiede l’esponente di FdI. "E perché tanti giovani e meno giovani lavoratori trovano in busta paga la metà di quanto viene ritenuto necessario per poter far vivere dignitosamente uno straniero? Per non parlare dei disoccupati o di chi perde il lavoro a cui non si riescono a garantire gli ammortizzatori sociali. Perché non si prevede un reddito minimo di cittadinanza anche per i sardi?”.

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