Politica

Guerra dell'acqua in Sardegna. "Abbanoa rapinatore seriale, via a battaglia giudiziaria"

Le bollette-conguagli, media da 150 euro a famiglia, inviate dal gestore unico del servizio idrico porta a una massiccia campagna di adesioni per i ricorsi. "Il caso di Enna è illuminante, i sardi possono opporsi".



CAGLIARI - C'è la sentenza del giudice di pace di Enna - dello scorso aprile - "che boccia l'inserimento nelle bollette da parte di AcquaEnna, della dicitura 'partite pregresse'". Si appoggia a quello che può essere definito un "caso di scuola" la battaglia iniziata da Unidos. Qualche giorno fa l'avviso di Abbanoa in merito all'invio degli avvisi di pagamento dei conguagli, con una media di 150 euro a famiglia. Ma c'è la possibilità di opporsi, tra class action e il via ad azioni legali. Obbiettivo: impedire che i sardi debbano pagare quello che, da parte di molti, viene visto come un extra non giustificato. Per quando Abbanoa abbia spiegato che "i conguagli regolatori non sono altro che una componente della tariffa del 2014 determinata dall’ente d’ambito della Sardegna con modalità di applicazione precisate dall'Autorità nazionale sui servizi idrici, Aeegsi, che senza lo slittamento fino al 2016 si sarebbero dovuti pagare già due anni fa". 

"È un diritto sacrosanto dei sardi difendersi da questo nuovo assalto di Abbanoa. È irrinunciabile un'azione di difesa verso un ente che sistematicamente punta a far pagare i suoi debiti e la sua malagestione ai cittadini con bollette fuorilegge e in contrasto con i più elementari principi del diritto", spiega Mauro Pili. Il parlamentare sardo e leader di Unidos è a capo della 'rivolta' e, insieme agli attivisti del movimento, è pronto ad offrire tutta l'assistenza del caso ai cittadini. "Le volgari intimidazioni dell’amministratore di Abbanoa le rispediamo al mittente perchè fanno parte di una cultura da strozzini del medioevo che respingiamo senza se e senza ma. Le minacce di sanzioni e di slacci idrici sono la rappresentazione più becera di un modo di fare che non accettiamo e che respingiamo in linea di principio e in punta di diritto. Sono l'ennesima rappresentazione di un ente che concepisce l'utente come un bancomat al quale attingere ogni qualvolta servono soldi per pagare i debiti accumulati. In tutto questo ci sono responsabilità politiche e gestionali". Le prime "sono tutte della Regione che consente ad un ente strumentale come Abbanoa di agire come un rapinatore seriale indisturbato alla ricerca di stratagemmi per mettere le mani in tasca ai sardi. Tutelarsi è un diritto sacrosanto e tentare di dissuadere anche la legittima difesa è roba da trogloditi del buon senso".

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