Politica

Scuole aperte, con varie grane, in tutta l'Isola. Pigliaru cita Steve Jobs: "Ragazzi, non accontentatevi"

Via al nuovo anno scolastico, con il caos delle nomine dei docenti e le poche aule a disposizione in vari istituti. Il presidente della Regione a Villasor: "Istruzione in cima alle nostre priorità".



CAGLIARI - "L'istruzione è in cima alle nostre  priorità e investiamo moltissimo perché le scuole siano luoghi sempre più sicuri, innovativi e accoglienti per i nostri ragazzi, sia dal punto di vista ambientale che da quello didattico". Lo ha detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru a Villasor, durante alla cerimonia di accoglienza degli alunni delle prime classi dell'Istituto comprensivo "Puxeddu" di Villasor-Nuraminis. La scuola, che è una delle 800 rientrate nella ripartizione delle risorse regionali del progetto Iscol@, "ha beneficiato di numerosi interventi di messa in sicurezza e miglioramento". Il numero uno della Regione spiega che "lavoriamo perché abbiate scuole sempre aperte, in cui la comunità vive e cresce insieme. Così si ottengono risultati in tempi veloci e questo è un bell'esempio. Vedere il prima e il dopo ci fa capire come possiamo cambiare concretamente le cose. L'augurio per tutti è quello di affrontarlo con entusiasmo, insieme a insegnanti motivati e comunità partecipi. Il consiglio,  invece, è quello di non accontentarvi mai", conclude Pigliaru, citando il celebre discorso di Steve Jobs. 

L'inizio del nuovo anno scolastico in Sardegna vede però numerose criticità, legate alla riforma della Buona Scuola varata dal Governo Renzi. Ci sono 1200 alunni disabili, nel Cagliaritano, privi della fondamentale presenza dell'insegnante di sostegno. Dopo l'allarme lanciato da Mauro Pili (deputato Unidos) al coro si è aggiunta la Uil. E il comitato sardo delle Valigie del 10 agosto, insieme ai Cobas, rincarano la dose: "Il ritardo nelle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie lascia molte classi scoperte o destinate al cambio di docenti. E costringe molti a restare fuori in attesa, sopportando spese che vanno ben oltre lo stipendio che percepiranno”, così Andrea Degiorgi dei Cobas e Bianca Locci del comitato. "Senza dimenticare coloro che aspettano una convocazione per supplenza. Ci sono scuole di periferia ancora con la metà dei docenti; e tutte con la metà dei docenti di sostegno. E nel frattempo gli uffici devono lavorare per rimediare agli errori continui generati da un sistema aberrante e gestito molto male. Ci chiediamo se non sia il caso che il Ministro Giannini e con lei i dirigenti ministeriali da lei prescelti, non debbano aver il buon gusto di dare le dimissioni".

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