Politica

Sanità in Sardegna, l'anatema-sforbiciata di Pigliaru: "Troppi 29 ospedali, serve più efficienza"

La riforma che porta le Asl da otto a una, tema caldo degli ultimi mesi, non è sufficiente. Il presidente della Regione è netto: "Servono meno ospedali e, contemporaneamente, assoluta eccellenza".



CAGLIARI - C'è la riforma della sanità, uan sforbiciata vera e propria in quasi tutti i settori dei camici bianchi, già realtà. Ma rimangono in piedi 29 ospedali, sparsi in tutta l'Isola. Un numero che, per il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, è elevato. Troppe strutture e poca eccellenza: questo il Pigliaru-pensiero che emerge durante l'incontro con "Panorama d'Italia". Molti i temi trattati: dai trasporti all'immigrazione, dalla crisi economica ai patti romani. Per il numero uno della Regione, però, la sanità rappresenta un tema decisamente caldo.

"Abbiamo lavorato alla fusione tra le otto Asl in un'ottica non Cagliari-centrica, per questo l'assessorato è rimasto nel capoluogo, ma la sede della Asl unificata è stata posta a Sassari e quella dell'Azienda regionale per l'emergenza urgenza a Nuoro. Abbiamo bisogno di tenere unita la Sardegna e per questo quando si può decentriamo. Con la fusione delle Asl abbiamo superato una situazione di disordine, non sapevamo chi assumesse chi, la spesa farmaceutica era fuori controllo, si stava generando un deficit crescente", afferma Pigliaru. "Abbiamo fatto una riforma coraggiosa per avere maggiore uniformità e vedere quanto velocemente si può risparmiare su spesa farmaceutica. L'Asl unica serve appunto a guadagnare efficienza. Naturalmente si devono vedere bene i conti. Abbiamo 29 ospedali in Sardegna, un numero eccessivo, e quindi la rete ospedaliera va razionalizzata come un tassello fondamentale dell'efficienza. Stiamo affrontando giorno per giorno contenziosi ma lo facciamo con convinzione. Abbiamo bisogno di meno ospedali ma di assoluta eccellenza. Cagliari e Sassari in primis".

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