Politica

Sardi in fuga, la ricetta della Regione: "L'anti-spopolamento passa dalle idee"

In costante aumento i dati di chi fa le valigie e scappa verso un futuro migliore. L'Isola perde abitanti, la versione di Pigliaru: "Noi mettiamo le risorse, i territori devono proporre progetti".



FONNI (NU) - L'Isola è sempre più vecchia e spopolata: nel 2015 i morti superano i nati nell'88,6 per cento dei Comuni. Il saldo è negativo: oltre 5mila abitanti in meno. I sardi all'estero, sparsi in tutto il mondo, toccano quota 110mila. Il tutto con un crollo delle nascite e gli immigrati che non contribuiscono ad invertire la rotta: o si trattengono solo per brevi periodi o, se piazzano le tende in modo stabile, non fanno figli. I numeri sono dello scorso luglio, a fornirli, attraverso un focus specifico, è l'Acli regionale. La Regione, già qualche settimana fa, si fa viva con un intervento sul tema: un master plan che ruota attorno a tre parole, "accoglienza, tradizione e tecnologia", per cercare di ripopolare e rilanciare soprattutto le zone interne. 

Ed ecco la ricetta-medicina proposta dal numero uno della Regione, Francesco Pigliaru. "Crediamo nelle zone interne e non ci arrendiamo allo spopolamento fisiologico. Questa è la posizione mia e della Giunta". Così Pigliaru, nell'aprire il suo intervento al convegno "Un masterplan per le zone interne" organizzato a Fonni dalla Confindustria Sardegna Centrale. "Se guardiamo gli esiti delle scelte fatte in tutti questi decenni, è chiaro che erano sbagliate", spiega Pigliaru. "Dobbiamo cambiare il punto di vista. Lo spopolamento nasce quando non c'è speranza di sviluppo, di occupazione. Individuate le cause dei problemi, portiamo avanti azioni non più generiche e dispersive, ma mirate: scommesse che tutti gli attori coinvolti affrontano insieme. La Regione fa la sua parte mettendo le risorse, migliorando la qualità istituzionale come avvenuto con la Legge sulla semplificazione, facendo riforme importanti come quelle degli Enti locali e della Sanità, e programmando assieme ai territori, i veri protagonisti, che devono mettere in gioco le idee. Lo sviluppo c'è se ci sono le proposte progettuali: scegliamo insieme le azioni, poche e definite, e puntiamo su quelle. Perché questo modello funzioni è necessario fare rete, servono iniziative comuni e condivise. È un cambiamento sostanziale, e per riuscirci dobbiamo avere fiducia reciproca: discutiamo e continuiamo a discuterne come stiamo facendo, ma in maniera costruttiva".

Uno spazio importante è per l'istruzione: "Combattere la dispersione scolastica è tra le priorità di questa Giunta", sottolinea Pigliaru. "Degli 848 cantieri per l'edilizia scolastica in Sardegna, con un investimento di 150 milioni e molte possibilità di lavoro, tanti sono nelle zone interne. E poi con 50 milioni finanziamo 10 Scuole del Nuovo Millennio: moderne, accoglienti, proiettate verso il futuro. Sono un passo fondamentale per superare il frazionamento, unire i territori e far sì che i Paesi si sentano come se fossero i quartieri di una città". Francesco Pigliaru evidenzia l'esistenza di una parola-chiave, che è "connessione, ovvero dialogo tra istituzioni e con i cittadini, trasporti, digitale ma anche unione tra imprenditori per creare un ambiente favorevole allo sviluppo e agli investimenti." Il presidente della Regione si sofferma su alcuni punti: "per la videosorveglianza, molto importante per la sicurezza, stiamo correndo per accorciare i tempi. È un progetto già molto avanzato, ma dietro le telecamere servono persone ed è un'organizzazione complessa che riassume bene il concetto di connessione", osserva Pigliaru, "servono i vigilantes e una convenzione quadro con le Forze dell'Ordine, ma anche la banda ultralarga su cui far viaggiare le informazioni: è partita e copre 313 Comuni con particolare attenzione alle zone rurali." Poi il grande sforzo che si sta facendo per vincere la battaglia contro la peste suina: "la più grande sfida di sviluppo per le zone interne". E sulla possibilità di un assessorato dedicato: "Non è quello che serve. Ancora una volta vale il concetto di connessione, anche tra assessorati che devono lavorare insieme unendo le forze su temi specifici". Su fiscalità di vantaggio "è uno strumento, se decidiamo insieme che è effettivamente utile per arrivare al risultato, punteremo anche su quello. Ma ciò che conta davvero è capire quali siano le scommesse di sviluppo di questi territori che hanno, sull'agroalimentare, sulla cultura e sull'ambiente una risorsa e potenzialità straordinaria." Il presidente della Regione fa un quadro degli investimenti in atto in Sardegna, sottolineando gli oltre tre miliardi di euro del patto firmato con il Governo: "tra riprogrammazione mirata delle risorse Fsc, che in quanto tale ha permesso di non disperdere le risorse e di liberare cifre rilevanti, e risorse aggiuntive, contiene interventi importantissimi per queste zone soprattutto sul fronte delle infrastrutture, dalle strade al dissesto idrogeologico. Per il resto, basti l'esempio dei 200 milioni per l'agricoltura di precisione. Le aree interne devono essere la palestra di simili misure moderne, innovative e capaci di assorbire tecnologie e capitale umano. In una parola, fare sviluppo".

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