Politica

Patto di stabilità stroncato, la Regione spende di più. Nuovi movimenti per 400 milioni

Il passaggio dal patto di stabilità al pareggio di bilancio, obiettivo centrato dalla Sardegna per prima fra le Regioni a statuto speciale, ha consentito di spendere oltre 400 milioni in più nel 2015 rispetto all'anno precedente.



CAGLIARI - Il risultato dell'esercizio 2015 ha evidenziato un disavanzo pari a 1 miliardo e 390 milioni. Si tratta di 80 milioni di disavanzo in meno rispetto al miliardo e 470 milioni del 1 gennaio 2015, quasi il triplo cioè rispetto ai 32 milioni previsti ogni anno perché necessari ad azzerare il disavanzo entro i prossimi trent'anni. L'azzeramento del disavanzo in 30 anni è imposto dalle regole del bilancio armonizzato: ma il buon risultato 2015 permette già alla Sardegna di ridurre questo orizzonte temporale. È importante precisare che il miliardo e 390 milioni di disavanzo non costituiscono tutti debiti veri e propri: oltre la metà, infatti, sono poste accantonate e vincolate per garantire l'equilibrio dei bilanci futuri (per esempio il fondo residui perenti, il fondo perdite partecipate e quello per i crediti di dubbia esigibilità). Nel 2015 inoltre, grazie a una costante attività di monitoraggio e controllo, la Regione è riuscita ad accelerare i pagamenti per i debiti commerciali rispetto alla loro scadenza recuperando completamente il ritardo (che nel 2014 era in media di 23 giorni) e anzi riuscendo ad anticipare i pagamenti delle fatture di 2 giorni circa.

RESIDUI, LA CORTE: IN DUE ANNI 34% IN MENO - Nel 2015 emergono inoltre note positive nella gestione dei residui. Quelli passivi, ossia i pagamenti dovuti dalla Regione, ammontano a 3 miliardi e 300 milioni, mentre erano 5 miliardi a fine 2013. È la stessa Corte dei Conti a certificare il grande risultato raggiunto nei primi due anni di legislatura: l'indice di smaltimento dei residui passivi è infatti passato dal 44% del 2013 al 49% del 2014 fino al 79% del 2015. I residui attivi, ovvero le cifre che la Regione deve incassare, sono passati da 4 miliardi a 3 miliardi e 100. Il processo di ripulitura dei bilanci ha quindi ridotto la forbice fra residui attivi e passivi assottigliando di fatto il disavanzo occulto. A questo si aggiunge la gestione delle perenzioni, i vecchi debiti contratti nelle precedenti legislature, che ammontavano a 2 miliardi e 700 milioni nel 2013 e che si sono ridotte a 1 miliardo e 776 milioni a fine 2015.

VERTENZA ENTRATE, LA CORTE: RISULTATI MAI RAGGIUNTI PRIMA - L'ultimo sigillo "istituzionale" alla chiusura della decennale Vertenza Entrate grazie all'approvazione delle norme di attuazione dalla Commissione paritetica Stato Regione arriva proprio dai giudici contabili. Che, ribadendo "il raggiungimento di importanti intese sia dal punto di vista politico che tecnico", scrivono: "Le nuove norme di attuazione confermano il recepimento delle istanze della Regione per le quali negli anni precedenti non era stato raggiunto un accordo". Anche questo ha permesso immediatamente il consolidamento del bilancio e di avere prospettive di sicurezza per i bilanci futuri.

PRIMI RISULTATI DELL'ACCORDO CON LO STATO - "Si iniziano a vedere i risultati dell'accordo con lo Stato del 2014 sul pareggio di bilancio – dice l'assessore Paci - stiamo facendo pulizia e mettendo ordine nei conti e grazie al bilancio armonizzato tutti gli impegni di spesa potranno d'ora in poi essere soddisfatti perché non più bloccati dal patto di stabilità. Non solo: il bilancio armonizzato impedirà la formazione di nuove perenzioni e quindi ci libereremo finalmente dalla zavorra del passato per concentrarci sul presente. Anche l'Agenzia sarda delle Entrate, istituita di recente, ci aiuterà nella gestione dei crediti con lo Stato e delle altre entrate. Con questa Agenzia saremo più autonomi e riusciremo a ottenere tutte le entrate che ci spettano grazie a personale specializzato che eserciterà un costante controllo sulla riscossione. Finalmente c'è un po' di ripresa nel sistema economico e anche le entrate stanno aumentando: continuiamo con il piano di risanamento delle casse regionali pensando però prima di tutto allo sviluppo e alla crescita della Sardegna".

Ultimo aggiornamento: