Politica

Il 'No' al referendum si abbatte sulla Giunta regionale: Demuro si dimette

Primi scossoni alla Regione a due giorni dal referendum costituzionale. In Giunta l'assessore agli Affari Generali verso le dimissioni. Malumori dei RossoMori in Consiglio regionale: potrebbero uscire dalla maggioranza.



CAGLIARI - Le conseguenze politiche della bocciatura referendaria sulla riforma costituzionale voluta da Matteo Renzi si ripercuotono anche sulla politica regionale. Il perché è presto detto: i vertici del Pd sardo e lo stesso governatore Francesco Pigliaru avevano appoggiato la linea del premier Renzi schierandosi a favore del sì. Linea non condivisa dagli elettori sardi che per il 72% hanno votato contro.

Ed ecco i primi scossoni: Gian Mario Demuro, costituzionalista Pd prestato alla politica in veste di assessore regionale agli Affari Generali, lascia l'incarico. Assieme a lui potrebbe farlo Elisabetta Falchi assessore regionale all'Agricoltura in quota RossoMori. Il partito dopo aver sostenuto in modo convinto la campagna per il no al referendum ora potrebbe anche uscire dalla maggioranza in Consiglio regionale.

"Gianmario Demuro mi aveva espresso alcuni mesi fa l'intenzione di tornare al suo lavoro in Università. In quell'occasione abbiamo concordato che mantenesse il suo posto in Giunta sino all'accordo sul rinnovo contrattuale dei regionali, al piano di reclutamento e al referendum costituzionale. Così è stato, e come da accordi Gianmario Demuro ha rinnovato la sua richiesta che mi sento impegnato ad accettare. Lo ringrazio per il lavoro svolto con dedizione, competenza e straordinaria lealtà". Lo dichiara il presidente della Regione Francesco Pigliaru.

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