Politica

La polemica sul bando per gli imprenditori immigrati e i soldi per quelli sardi

La Regione pubblica un bando per favorire l'imprenditoria delle persone immigrate in Italia. Secondo parte del centrodestra non si agevolano i cittadini sardi. La risposta dell'assessore al Lavoro: "Si tratta di fondi europei, si spendono o si rendono. Per le imprese sarde stanziati 725 milioni fino al 2020".



CAGLIARI - La Regione pubblica un bando che stanzia due milioni di euro per favorire il supporto e la nascita di imprese guidate da cittadini stranieri ed è subito polemica. Secondo alcuni consiglieri regionali di Forza Italia l'assessorato al Lavoro non starebbe agevolando i sardi. "Non siamo contrari ad interventi di natura solidale verso i migranti - affermano Pietro Pittalis ed Edoardo Tocco - Certo che il progetto lanciato dalla giunta è in netto contrasto con la situazione di disagio e sofferenza economica dei lavoratori sardi. Si tratta di una misura che contrasta con l'attuale condizione di stagnazione economica in Sardegna, schiacciata da una crisi senza precedenti, con la giunta che latita per gli interventi di sostegno alle imprese isolane e per le azioni di contrasto alla povertà dei cittadini sardi".


Il bando. L’obiettivo del bando "Diamante impresa", è scritto nell'avviso sul sito della Regione, è quello di selezionare "i soggetti attuatori, con significativi livelli di esperienze e competenze, per garantire ai cittadini di Paesi Terzi, motivati a mettersi in proprio, un supporto qualificato e personalizzato di assistenza e consulenza per la creazione di nuove iniziative d’impresa. Destinatari dell’intervento sono i cittadini di Paesi Terzi che abbiano compiuto la maggiore età, senza distinzione di genere, compresi coloro che hanno ottenuto la cittadinanza italiana. Sono ammessi i richiedenti asilo e i rifugiati. I destinatari devono essere disoccupati e residenti o domiciliati in Sardegna da almeno sei mesi e almeno il 49% degli immigrati selezionati dovranno essere donne".

Fondi europei. A rispondere alle critiche dell'opposizione è l'assessore al Lavoro della giunta Pigliaru, Virginia Mura: "E' bene correggere da subito un equivoco alimentato dalle loro dichiarazioni: i due milioni di fondi europei che finanziano l'avviso non sono in alcun modo sottratti a progetti per cittadini sardi, ma sono riservati dal Fondo Sociale esclusivamente a queste finalità. O si spendono così, o si rendono".

"Il problema – spiega l'assessore Mura – è semmai l'opposto di quanto denunciato dagli esponenti di minoranza: l'esiguità delle risorse. Dall'Europa sarebbe auspicabile avere più fondi a disposizione per fronteggiare un'emergenza che è prima di tutto umanitaria. Offrire percorsi a chi vuole integrarsi nella nostra società è e resta l'antidoto a violenza e intolleranza".

725 milioni per i sardi. "L'accusa che la Regione trascuri i cittadini sardi è del tutto strumentale", dice la titolare del Lavoro. "A favore della nascita di nuove imprese e al rafforzamento di quelle esistenti, la Giunta ha stanziato in sede di programmazione unitaria circa 725 milioni fino al 2020. Con i vari bandi sul Microcredito Fse, che ripartirà nei primi mesi di quest'anno, secondo i dati aggiornati al quarto bimestre 2016, sono stati erogati finanziamenti per oltre 83,8 milioni per l'avvio di iniziative di auto imprenditorialità, di cui hanno beneficiato circa 3.500 destinatari (per il 99% cittadini italiani)".

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