Politica

Rivoluzione nella scuola, gli 8 decreti del Governo cambiano tutto. Tagliate a metà prove Invalsi

La cosiddetta riforma della Buona Scuola diventa realtà: alunni e professori alle prese con numerose modifiche. Più tutele per i disabili, classi con massimo 22 alunni.



Sono 8 i decreti legislativi attuativi della riforma, cosiddetta della 'Buona scuola' approvati dal Consiglio dei ministri su proposta della titolare dell'Istruzione, Valeria Fedeli. Si tratta di un via libera preliminare, quello definitivo arriverà dopo i pareri espressi dal Parlamento a cui i testi verranno ora trasmessi. Il primo decreto, spiega la nota di palazzo Chigi, riguarda l'accesso ai ruoli del personale docente, delineando l’articolazione del percorso unitario di accesso e formazione ai ruoli a tempo indeterminato del personale docente della scuola secondaria, nonché dell’insegnamento tecnico-pratico, denominato 'Sistema di formazione iniziale e di accesso'.

Il testo elenca inoltre i criteri e le metodologie da adottare al fine di realizzare un percorso unitario tra formazione e accesso ai ruoli. Viene prevista l’emanazione con cadenza regolare del bando di concorso sul numero di posti che si prevedono vacanti e disponibili al termine del triennio corrispondente al percorso formativo. Un secondo provvedimento disciplina la promozione dell'inclusione scolastica degli alunni con disabilità. Il decreto aggiorna, riorganizza e razionalizza i provvedimenti vigenti in materia, tenendo conto della nuova prospettiva nazionale ed internazionale dell’inclusione scolastica, riconosciuta quale identità culturale, educativa e progettuale del sistema di istruzione e formazione in Italia.

Il testo chiarisce chi sono i beneficiari di specifiche misure di inclusione scolastica peculiari per i minori disabili. Viene previsto che, ove siano presenti studenti con disabilità certificate, le sezioni per la scuola dell’infanzia e le classi prime per ciascun grado di istruzione, non abbiano di più di ventidue alunni, fermo restando il numero minimo di alunni e studenti per classe previsto dalla normativa vigente. Il terzo decreto è relativo alla revisione dei percorsi dell’istruzione professionale, nel rispetto dell’articolo 117 della Costituzione, nonché al raccordo con i percorsi dell’istruzione e formazione professionale. Viene superata la sovrapposizione tra istruzione professionale e istruzione tecnica attraverso il rafforzamento dell’identità dell’istruzione professionale, prevedendo indirizzi di studio ispirati a un moderno concetto di occupabilità, riferito ad ampie aree di attività economiche, e non a singoli mestieri.

Si supera anche la sovrapposizione dei percorsi dell'istruzione professionale con quelli di formazione professionale (IeFP) di competenza delle Regioni, prevedendo il raccordo tra l'istruzione professionale e le istituzioni formative in modo stabile e strutturato. Viene inoltre riconosciuta alle scuole la possibilità di ampliare l'offerta formativa anche attraverso la realizzazione di percorsi di qualifica professionale, sempreché previsti dalla programmazione regionale. Si potenziano infine gli indirizzi di studio quinquennali dell’istruzione professionale e si prevede la presenza, su tutto il territorio nazionale, di un sistema unitario e articolato di “Scuole professionali”.

C'è poi il decreto che ridisegna la scuola dell'infanzia da 0 a sei anni, puntando a valorizzare l’esperienza educativa in questa fascia di età, con l’obiettivo di darle adeguata collocazione all’interno del percorso di formazione della persona. Il provvedimento, tenuto anche conto dell’orientamento europeo, elimina la cesura tra i due periodi dell’infanzia, fornendo indicazioni e linee guida per servizi educativi e di istruzione di qualità. Il decreto per il diritto allo studio riorganizza le prestazioni, anche accessorie, per il sostegno allo studio, per garantire su tutto il territorio nazionale l’effettività di tale diritto degli alunni e degli studenti del sistema nazionale di istruzione e formazione, statale e paritario, fino al completamento del percorso secondario di secondo grado. Il provvedimento definisce inoltre le modalità per l’individuazione dei requisiti di eleggibilità per l’accesso alle prestazioni da assicurare sul territorio nazionale e individua i principi generali per il potenziamento della Carta dello studente.

Il testo sulla cultura umanistica prevede che il ministero dell’Istruzione; l’Istituto nazionale documentazione, innovazione e ricerca educativa (Indire); le istituzioni scolastiche; le Istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam); gli Istituti tecnici superiori (Its) e gli Istituti di cultura italiana all’estero concorrano a realizzare un sistema coordinato per la progettazione e la promozione della conoscenza delle arti e della loro pratica quale requisito fondamentale del percorso di ciascun grado di istruzione del sistema nazionale di istruzione e formazione.

L'ultimo decreto sulla valutazione, certificazione delle competenze ed esami di Stato, riordina e coordina in un unico testo le disposizioni vigenti in materia di ammissione alla classe successiva per gli alunni del primo ciclo, prevedendo l’ammissione anche in presenza di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione; l'esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione, che viene semplificato nel numero di prove scritte e nelle modalità di attribuzione della valutazione finale, con l'attribuzione della presidenza delle commissioni d’esame al dirigente scolastico; l'esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione, con, tra l’altro, la riduzione a due delle prove scritte e l’eliminazione della prova multidisciplinare predisposta dalla commissione e il potenziamento delle attività di alternanza scuola-lavoro. Cambiano le tanto contestate prove Invalsi, con l'eliminazione di quella scritta a carattere nazionale dall’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione. Tale prova verrà effettuata in un altro momento dell’anno scolastico e con la sola funzione di requisito obbligatorio di ammissione all’esame.

Lo stesso decreto prevede inoltre l’integrazione delle prove di italiano e matematica con una ulteriore sezione per la rilevazione dell’apprendimento della lingua inglese; l'attestazione delle competenze nel primo ciclo, con la definizione mediante apposito decreto ministeriale di un modello di attestazione delle competenze trasversali e delle competenze chiave di cittadinanza da rilasciare al termine della terza classe di scuola secondaria di primo grado. Per le commissioni d’esame, infine, viene istituito un apposito albo regionale dei presidenti, cui potranno accedere dirigenti scolastici e docenti della scuola secondaria di secondo grado in possesso di requisiti definiti a livello nazionale, con la previsione di una formazione dedicata ai presidenti di commissione.

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