Politica

Sanità, i conti non tornano. Il manager Moirano: "Servono 100 milioni"

I conti della Sanità sarda all'esame del Consiglio regionale. In commissione Bilancio l'audizione dell'assessore Luigi Arru, del nuovo manager dell'Ats Fulvio Moirano e dei direttori delle aziende ospedaliero-universitarie di Cagliari e Sassari. Il problema è comune: i soldi non bastano.



CAGLIARI - La riorganizzazione della Sanità sarda alle prese con i conti, in rosso. Le recenti decisioni del Governo sui vaccini e il disavanzo cronico sono state analizzate questa mattina durante una riunione della commissione Bilancio del Consiglio regionale. "Dopo la decisione del Governo di ampliare i Lea (livelli essenziali di assistenza) e garantire vaccini e farmaci innovativi occorre un confronto forte con lo Stato perché, attualmente, queste nuovi voci di spesa incidono in modo pesante sui conti della sanità sarda; fra gli interventi che abbiamo allo studio per allineare i nostri Lea c’è anche la revisione di alcune prestazioni che, secondo alcuni studi, oggi non sono più efficaci come il taglio cesareo, che in Sardegna presenta picchi anomali".

Queste le parole dell’assessore della Sanità Luigi Arru che aggiunge: “Prevediamo inoltre di sbloccare il turn over, perché abbiamo una curva demografica del personale medico negativa con una età media superiore ai 53 anni e c’è bisogno di immettere risorse professionali fresche nel sistema; prepareremo proiezioni da qui a 10 anni per invertire questa tendenza.”  

Il presidente della commissione Franco Sabatini (Pd), riprendendo il tema dell’aumento del disavanzo sanitario determinato indirettamente dagli interventi del Governo, ha annunciato che “la commissione proporrà al Consiglio regionale una risoluzione sulla sanità sarda, inquadrata in una più ampia vertenza con lo Stato che, in termini reali, toglie alla Sardegna risorse preziose anche con gli accantonamenti ed i fondi agli Enti territoriali”. Così non reggiamo, ha sintetizzato: “dobbiamo riaprire una nuova vertenza entrate con lo Stato con l’impegno comune di tutti, non solo della politica ma di tutta la società sarda, riprendendo se necessario anche l’esperienza degli stati generali.”

Per l’azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari Giorgio Sorrentino ha detto fra l’altro che “l’azienda è sotto finanziata, sia rispetto ai suoi compiti istituzionali di didattica e ricerca che devono procedere di pari passo con l’assistenza, sia soprattutto per la logistica; per il San Giovanni di Dio abbiamo potuto spendere solo 300.000 euro per la manutenzione ma bisognerà decidere al più presto cosa fare di una struttura di 29.000 metri quadrati che ha più di cento anni”.

Per l’azienda ospedaliero-universitaria di Sassari Antonio D’Urso si è soffermato sulle difficoltà della sua costituzione, “realizzando una fusione fra due realtà, le cliniche universitarie ed il Santissima Annunziata, praticamente speculari per dimensioni quindi con molte strutture doppie da razionalizzare per costruire un’offerta coerente con gli obiettivi”. Nel medio periodo recupereremo certamente molta efficienza, ha sottolineato D’Urso, “ma in questo esercizio prevediamo una perdita importante.”

Successivamente è stata la volta del direttore generale dell’Ats Fulvio Moirano che, sul disavanzo, ha messo l’accento sul fatto che “è un risultato generale di segno negativo che però contiene al suo interno molte eccellenze”. La nostra missione, ha sostenuto, “è quella di recuperare 100 milioni di risparmi e ce la possiamo fare solo avendo a disposizione la nuova rete ospedaliera, che è un po’ la madre di tutti gli interventi che ci consentiranno di riposizionare il disavanzo su limiti accettabili”. Su un dimensionamento della rete che tenga conto delle tante specificità della Regione, Moirano si è detto convinto che “è giusto pagare costi anti-economici se ci sono disagi oggettivi: girando la Sardegna ho capito quali difficoltà ci sono per dimensionare correttamente l’offerta sanitaria”. Il manager ha poi annunciato alcuni interventi a breve termine come una piattaforma contrattuale unitaria da sottoporre ai sindacati, la definizione di una strategia comune sulla sanità nuorese per il dopo-project ed una gara unica per la copertura assicurativa delle aziende sanitarie.

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