Politica

Prezzo del latte, la strategia della Regione

Un'assemblea partecipata quella che si è tenuta questa mattina a Cagliari fra la maggior parte degli attori della filiera del comparto ovicaprino: Oilos (Organizzazione interprofessionale latte ovino sardo), associazioni di categoria agricola (assente la Coldiretti), i consorzi del Pecorino romano e del Pecorino sardo, mondo cooperativistico, pastori e industriali.



Unico punto all'ordine del giorno il futuro del mercato dei formaggi isolani e gli interventi urgenti per venire incontro alle esigenze del comparto condizionato, in questa ultima campagna, dal crollo del prezzo del Pecorino romano che determina la retribuzione del latte ai pastori. Un prezzo del latte che quest'anno si è attestato, come base di partenza per la stagione 2016-2017, intorno ai 60 centesimi al litro.

Il futuro. "L'analisi dei dati di produzione è la strada maestra per costruire un futuro stabile per pastori e trasformatori, con quote di formaggi che garantiscano le esigenze del mercato e al contempo impediscano fluttuazioni finanziarie pericolose per tutti. Con un confronto costruttivo fra le parti si possono quindi gettare le basi per la programmazione del mercato del Pecorino romano e quindi del prezzo del latte per i produttori". Lo ha detto oggi il vice presidente della Regione, Raffaele Paci, in apertura dei lavori.

Le proposte della Regione. "Come Giunta – ha proseguito l'esponente dell'Esecutivo Pigliaru – abbiamo presentato più proposte alla Quinta Commissione del Consiglio regionale dove si è elaborato un report di interventi che domani sarà illustrato a tutti i consiglieri dell'Assemblea sarda. Ieri sera – ha precisato Paci – è giunta da Roma l'assicurazione del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, sull'inserimento del Pecorino romano nella raccolta dei formaggi sul bando agli indigenti. Fra le nostre proposte c'è inoltre quella che, come intervento temporaneo e di integrazione al reddito dei pastori, mette a disposizione risorse per accompagnare fuori dalla produzione le pecore a fine carriera superiori ai 4 anni di vita. Ci sono poi le proposte sul sostegno alla diversificazione delle produzioni di formaggi oltre agli strumenti finanziari, già attivi e particolarmente utili al mondo cooperativistico, che vanno dal Pegno rotativo al Pecorino bond garantiti grazie alla collaborazione con l'Abi e la finanziaria regionale Sfirs".

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