Politica

Corte dei Conti, bacchettate alla politica. "Stop a connivenze e fedeltÓ in cambio di favori"

"Ogni abuso e ogni sperpero costituiscono una lesione non solo della collettivitÓ ma di ciascun cittadino". Sono le parole pronunciate dal procuratore regionale della Corte dei Conti Antonietta Bussi all'inaugurazione dell'anno giudiziario 2017.



CAGLIARI - La politica deve tornare a spirarsi ai valori etici nell'esercizio delle sue funzioni perché "l'amministrazione della cosa pubblica va intesa come risorsa comune ove ogni sperpero e ogni abuso costituiscono una lesione delle istanze e delle attese, non solo della collettività, ma di ciascun cittadino che ne è membro". Dalla Corte dei Conti arrivano critiche verso gli amministratori pubblici, un invito a tornare sulla strada maestra. Secondo il procuratore regionale Antonietta Bussi "l’uomo delle istituzioni può tornare a essere tale, attraverso la piena riaffermazione del principio di legalità, che vuol dire anche riposizionamento di un maggiore grado di fiducia tra i corpi sociali e i suoi rappresentanti; ciò si traduce, in sostanza, oltre che nella formale osservanza della regola, nel rivolgere costantemente la propria condotta ai valori etici essenziali, che costituiscono l’avamposto della tutela e della cura del bene pubblico".

In particolare, si legge nella relazione, "si è registrata nel tempo una certa tendenza a considerare mere “leggerezze” e a tollerare quelle deviazioni del sistema, fatte di legami, di reti di connivenze, di commistioni tra pubblico e privato, di fedeltà in cambio di favori, che costituiscono il substrato su cui si regge la manifestazione del 'potere' e che trasformano in metodo di azione le anomalie". Il riferimento, esplicito, è anche allo scandalo sull'utilizzo dei fondi destinati ai gruppi del Consiglio regionale che ha coinvolto numerosi politici sardi: "Nell’ampia gamma, riferita all’illecito utilizzo di risorse pubbliche, si inquadrano anche le vicende connesse ai contributi erogati ai gruppi consiliari, costituiti all’interno del Consiglio regionale".

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