Politica

Femminicidio, le reazioni dopo il caso di Iglesias: "Autorità devono intervenire prima"

Prese di posizioni dal mondo politico dopo il terribile caso di femminicidio che si è consumato ieri a Iglesias.



CAGLIARI - "Il femminicidio avvenuto ieri ad Iglesias è la conferma che gli strumenti di prevenzione attualmente a disposizione per contrastare questo fenomeno sono insufficienti. Il problema ha superato di gran lunga il livello di guardia e nonostante gli sforzi e l'impegno per mantenere alta l'attenzione i casi di femminicidio e di violenza sulle donne si ripetono con una cadenza sempre più preoccupante".

Lo afferma il senatore del PD Silvio Lai dopo l'uccisione, a Iglesias, di una donna di 32 anni per mano del marito. "È evidente che si debba fare di più non solo dal punto di vista degli interventi legislativi ma anche della loro corretta e adeguata applicazione. È di questi giorni la condanna dell'Italia da parte della Corte europea dei diritti umani per un caso di violenza domestica per il quale, nonostante una denuncia, non si sarebbe agito con la necessaria rapidità per proteggere una donna e suo figlio. In questo caso il tragico epilogo ha portato all'uccisione del ragazzo e al ferimento della donna. Si deve dunque lavorare molto sulla prevenzione. Soprattutto se si tiene conto che spesso si tratta di situazioni nelle quali i segnali di potenziale pericolo possono essere individuati. Ma serve sicuramente anche creare le condizioni per far sì che i centri anti violenza possano svolgere adeguatamente la loro funzione, questo sia in termini di risorse economiche che degli strumenti a loro disposizione. Sulle misure di contrasto e prevenzione del femminicidio questo parlamento ha già dimostrato di riuscire a non dividersi. L'impegno e l'auspicio è che questo possa portare a breve ad ottenere risultati concreti in termini di tutela e sostegno delle potenziali vittime."

Così il senatore progressista sardo Luciano Uras del Gruppo Misto. "Non è possibile assistere inermi a questo continuo bollettino di guerra. E se è senza dubbio un’ottima notizia l’approvazione all’unanimità alla Camera della legge che tutela gli orfani delle vittime di femminicidio, è importante che il Senato la approvi definitivamente e con rapidità. Soprattutto, dobbiamo discutere provvedimenti urgenti per la tutela preventiva dei femminicidi, che il Governo e il Parlamento possono assumere immedia tamente, a prescindere dal prezioso lavoro della Commissione d'inchiesta parlamentare sul femminicidio".

"Devono essere rimosse le difficoltà che incontrano le autorità pubbliche ad intervenire in tempo per evitare conseguenze drammatiche dei ripetuti atti di violenza, nonché le cause all'origine di natura sociale e culturale che alimentano il femminicidio. Affinché le donne che hanno denunciato anche ai legali, alle Forze dell'ordine e alla magistratura e poi pagato con la vita la mancanza di protezione da parte dello Stato non siano dimenticate. Affinché 'Non una di meno' non resti solo uno slogan ma - ha concluso Uras -  un obiettivo da raggiungere quanto prima".

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