Politica

Lavoratori base Decimomannu a rischio. La ministra Madia: "Non ci sono i soldi per il reintegro"

Alla Camera il caso dell'aeroporto di Decimomannu che, dopo l'addio dell'aviazione tedesca, subirà un drastico ridimensionamento. A rischio il futuro di chi lavorava alle dipendenze di organismi militari della Nato o della Luftwaffe. La ministra per la Pubblica Amministrazione: "Occorre modificare le norme e trovare risorse che al momento non ci sono. Governo s'impegnerà".



ROMA - "Accogliamo con moderata soddisfazione la volontà del governo, manifestata oggi dal ministro Marianna Madia, di risolvere la grave situazione occupazionale che a breve si presenterà per i lavoratori nelle basi militari di Camp Darby in Toscana e Decimomannu in Sardegna in via di forte ridimensionamento e chiusura. Monitoreremo e continueremo a seguire la vicenda che vede coinvolte ottanta persone con le loro famiglie". E' quanto dichiara in una nota Roberto Capelli, deputato di Centro democratico al termine del Question time alla Camera con la  ministra per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione.

In realtà la ministra, oltre ad aver espresso l'impegno del Governo per trovare una soluzione, ha anche sollevato due problemi che riguardano soldi e norme. "La legislazione vigente - ha detto - non consente ulteriori assunzioni, tenuto conto che i beneficiari sarebbero coloro che hanno subito il licenziamento a seguito di provvedimenti di soppressione o riorganizzazione delle basi militari successivi al 31 dicembre 2012. Un'eventuale modifica dovrebbe comportare il differimento del predetto termine, nonché un incremento del relativo fondo. Il problema maggiore, quindi - ha concluso - direi è quello proprio del reperimento delle risorse, oltre a quello conseguente dell'individuazione di criteri di priorità per il soddisfacimento delle richieste".

Per Capelli "la normativa che consente l'assunzione a tempo indeterminato come personale delle amministrazioni dello Stato di chi lavorava alle dipendenze di organismi militari della Nato o di Stati esteri che ne fanno parte c'è, ed è stata utilizzata già in passato. A nostro avviso dunque non servono modifiche o nuove leggi, ma servono le risorse e un impegno in tal senso del ministro Madia e del governo. Non si tratta di cifre enormi, mentre enorme è il dramma di queste famiglie. Ora ci aspettiamo che la questione sia risolta già con uno dei prossimi provvedimenti normativi che saranno approvati", conclude Capelli.

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