Politica

Caso Saremar, illegittimi i soldi pubblici alla 'flotta sarda'. Condanna tribunale Ue: deve restituire 10 milioni

Il Tribunale dell'Unione Europea respinge i ricorsi di Regione e Saremar. La compagnia di navigazione dovrà restituire i 10 milioni di euro percepiti nel 2012. Secondo i giudici si tratta di aiuti di Stato che violano la concorrenza.



CAGLIARI - I fondi pubblici concessi a Saremar nel 2012 dalla Regione sono configurabili come aiuti di Stato che quindi violano la libera concorrenza. Un concetto già chiarito nel 2014 dalla Commissione europea che oggi trova le sue logiche conseguenze: Saremar dovrà restituire all'Italia 10 milioni di euro. 

Lo ha stabilito il tribunale dell'Unione Europea. La vicenda riguarda il caro tariffe nei trasporti navali per la Sardegna tra il 2011 ed il 2012. Allora la Regione, governava il centrodestra con Ugo Cappellacci, corse ai ripari con la costituzione della 'flotta sarda' che beneficiò di risorse regionali. Una parte di quegli aiuti è stata dichiarata incompatibile con le norme Ue in materia di aiuti di Stato. In un simile quadro di mercato infatti, aveva concluso la Commissione, nessun altro investitore privato operante in condizioni di libero mercato avrebbe accettato di investire. 

Sia la Regione autonoma della Sardegna sia la Saremar hanno impugnato la decisione della Commissione davanti al Tribunale dell'Unione europea, lamentando errori di diritto, carenze nella motivazione, errori di valutazione e violazione dei diritti di difesa. Con le odierne sentenze, il Tribunale ha respinto integralmente entrambi i ricorsi.

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