Politica

Droga e riciclaggio le mire della mafia in Sardegna

La commissione parlamentare antimafia a Cagliari. La presidente Rosy Bindi: "Non abbassate la guardia, Sardegna non è esclusa". Traffico di droga e riciclaggio nel mercato immobiliare le insidie più pericolose. Preoccupano anche gli attentati agli amministratori locali, il dato è allarmante: + 112%.



CAGLIARI - La Mafia, quella con la emme maiuscola, si concentra soprattutto in Puglia, Campania, Calabria e Sicilia ma la Sardegna non è esclusa dal fenomeno mafioso. Lo ha detto Rosy Bindi(Pd) presidente della commissione parlamentare Antimafia che oggi è nell'Isola per una due giorni in cui visiterà le carceri di Cagliari e Sassari e farà tappa all'isola dell'Asinara.

A preoccupare maggiormente la commissione sono i traffici di droga e il riciclaggio di denaro sporco a fini turistici e immobiliari. "Le mafie non hanno confini - ha detto Rosy Bindi ai giornalisti durante una conferenza stampa in prefettura - anche l'isola è sotto l'attenzione delle organizzazioni mafiose soprattutto per quanto riguarda il fenomeno del traffico di stupefacenti. Una terra appetibile per gli investimenti immobiliari e il turismo, in questi due settori non manca il pericolo del riciclaggio di denaro sporco". E ha poi proseguito: "L'attività di riciclaggio si serve sempre e comunque di intermediari, i mafiosi non riuscirebbero nei loro affari se non avessero banche e commercialisti compiacenti. Il problema vero da affrontare è la complicità di cui si avvalgono le mafie, per sconfiggerle oggi occorre che ciascuno faccia da sentinella e denunci". Da non sottovalutare anche il capitolo appalti pubblici. La prefetta Giuliana Perrotta ha ricordato che dai controlli effettuati sui lavori per la Sassari-Olbia un'impresa era risultata sotto l'attenzione dei tribunali siciliani per infiltrazioni mafiose e ha rimarcato i pericolosi ritardi del cantiere dell Ss195: "I lavori sono al 30%".

 

La visita in Sardegna rientra nell'ambito di una ricognizione avviata all’inizio della legislatura presso tutte le direzioni distrettuali antimafia del Paese. Fenomeno preoccupante in Sardegna, più che in altre regioni, è quello delle intimidazioni agli amministratori locali. Parla di dati il senatore del Pd, Stefano Vaccari: "La Sardegna, con 50 casi di intimidazioni registrati, è al quinto posto a livello nazionale. In Italia tra il 2014 ed il 2015 abbiamo avuto un'impennata significativa degli attentati contro sindaci e amministratori. A livello nazionale l'aumento è stato del 30%, in Sardegna invece la percentuale è schizzata oltre il 112%".  

La visita in Sardegna sarà anche occasione per un sopralluogo nelle carceri di Cagliari e Sassari. "Andremo anche all'Asinara, un santuario per la lotta alla mafia, è qui che Falcone e Borsellino istruirono il maxi processo a Cosa Nostra. Fughiamo però ogni dubbio sul futuro dell'isola". Ovvero niente riapertura di quella che un tempo è stata l'isola carcere per i detenuti mafiosi, compreso Totò Riina. I mafiosi in Sardegna attualmente sono ospitati in regime di 41bis nel carcere di Bancali, considerato un'eccellenza in Italia, mentre 38 sono sottoposti a un regime speciale nel carcere di Uta. Per quest'ultimo si attende ancora l'ultimazione di un'ala riservata ai 41bis.

Nella foto: a destra la prefetta di Cagliari, Giuliana Perrotta, al centro Rosy Bindi, a sinistra il deputato Claudio Fava

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