Politica

Cannabis, Sardegna capofila in Italia per coltivazione ludica e terapeutica: il 'no' del Consiglio regionale

Il Consiglio regionale boccia una proposta per fare della Sardegna la regione capofila in Italia nella coltivazione di cannabis a fini ludici e terapeutici.



CAGLIARI - La bocciatura è arrivata per quattro voti: 23 contrari e 19 favorevoli. Così il Consiglio regionale si è diviso sull'argomento cannabis, precisamente su una mozione che chiedeva di candidare la Sardegna quale Regione d'Italia capofila per avviare un progetto sperimentale per la legalizzazione, la coltivazione e la regolamentazione del mercato della cannabis a fini terapeutici e ludici. 

La proposta è stata presentata da Paolo Zedda (Sdp): "In Italia  - ha detto - la cannabis è la sostanza psicotropa largamente più utilizzata, soprattutto dai giovani. Un mercato illegale che vale circa 60 miliardi di euro l’anno solo nel nostro Paese grazie al fallimento delle politiche proibizionistiche. I dati sulla legalizzazione sono incoraggianti, anche sotto il profilo della salute oltre che su quello della prevenzione della criminalità. Anche il consenso in ambito mondiale sta cambiando, nel senso che sta finendo l’associazione tra la cannabis e le altre droghe”. Zedda ha elencato alcuni dati: “Le caratteristiche della Sardegna consentono in modo ottimale la coltivazione della cannabis e la sperimentazione, con notevoli vantaggi per l’incremento delle entrate. Se legalizzassimo la cannabis in Italia, spenderemmo 541 milioni di euro in meno per i detenuti, 228 milioni di meno sull’ordine pubblico e 7 miliardi di incremento di entrate erariali". 

Una posizione non condivisa. Paolo Truzzu (Fratelli d’Italia) non è convinto del fatto che "l’Autonomia della Sardegna cresca approvando questa mozione. Anche il presidente della commissione del farmaco ribadisce che un conto è l’uso a fine medico e un altro è la coltivazione libera. Se è vero che uno spinello non hai ucciso nessuno è anche vero che l’uso prolungato ha un impatto sul sistema sanitario e sociale”.

Per Roberto Deriu (Pd) “la mozione è troppo timida e non chiede nulla di speciale perché chiede al governo che ci pensi e che la Regione continui a pensarci. Se si vuole dare un segnale  - ha detto - bisogna dire che questa pianta è dannosa per la salute quanto altre piante che noi abbiamo tra le più care e che ci danno quelle sostanze che consumiamo in modo abbondante. L’esito di questa mozione sarà minimo, quasi inesistente: dobbiamo impegnarci invece per intensificare un dibattito in Sardegna che ci porti a risultati concreti”. 

Luca Pizzuto (Sdp) ha invitato il Consiglio a riflettere sui vantaggio che il proibizionismo ha portato alle organizzazioni criminali. "La legalizzazione della cannabis consente di controllare il fenomeno, occorre liberarsi da posizioni ideologiche – ha detto Pizzuto – ricordo che Pasolini, pur contrario all’aborto, disse di essere favorevole alla sua legalizzazione perche consentiva di avere un controllo pubblico sulle interruzioni di gravidanza".

Critico il giudizio del capogruppo dell’Udc Gianluigi Rubiu: "Sono contrario alla liberalizzazione delle droghe.  Contrario a discutere su un tema non decisivo per le sorti della Sardegna. Abbiamo rinviato legge sui funghi e discutiamo la mozione sulle droghe. Sono in difficoltà, da padre, a parlare di questo argomento. Mi vergogno delle cose sentite in quest’aula. Vorrei parlare della Sardegna dei pastori e dei centenari, mi dispiace invece parlare della Sardegna dei migranti, degli spacciatori di droga e dei delinquenti. Perché non liberalizzare anche le rapine in banca?". Pietro Pittalis, capogruppo di Forza Italia ha detto di essere contro ogni forma di protezionismo ma ha suggerito di affrontare il tema con attenzione. "Occorre pensare anche ai minorenni e una fascia di età che non ha la capacità di comprendere ciò che fa. Verso queste persone bisogna mostrare attenzione, la marijuana è porta d’ingresso per il consumo di droghe pesanti".

DALLA GIUNTA. Successivamente ha preso la parola l'assessore alla Sanità Luigi Arru: "Non c’è dubbio alcuno sull’utilità della cannabis a fini terapeutici. La sostanza ha effetti benefici nella terapia contro il dolore cronico, nel trattamento associato a chemioterapia e nella cura delle spasticità dei pazienti affetti da sclerosi multipla – ha affermato l’assessore -  penso che sia da valorizzare l’ipotesi che la Sardegna possa svolgere un ruolo importante sul fronte della ricerca. Ho perplessità invece sull’utilizzo della cannabis a fine ludico, nei giovani c’è un rischio più alto di psicosi. Dal punto di vista sanitario va bene valorizzare il prodotto a fini terapeutici. La produzione della molecola è oggi affidata a un istituto militare di Firenze. Occorre capire se può essere facilitata la produzione in Sardegna. Sulla mozione la Giunta si rimette alla decisione dell’Aula".

Perplessità da più parti, soprattutto da due consiglieri Pd, sono state espresse sulla formulazione della proposta soprattutto per quanto riguarda l'equiparazione tra uso terapeutico e ludico della cannabis. Poi la votazione e la conseguente bocciatura. 

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