Politica

Banca sarda del Dna, i donatori rivogliono dati e campioni di sangue

Dopo la vendita della banca dati del Dna dei sardi alla societÓ londinese Tiziana Life Sciences, arrivano le prime richieste: 50 cittadini sardi che avevano donato i campioni di sangue vogliono riprenderseli.



CAGLIARI  - "Chiediamo che la Giunta rompa il silenzio sulla svendita del patrimonio genetico dei sardi, che 13.000 ogliastrini in buona fede hanno messo a disposizione della scienza per sviluppare la ricerca e migliorare la salute della nostra comunità". Lo ha dichiarato il capogruppo del Psd’Az Angelo Carta, primo firmatario di una mozione, sottoscritta anche da consiglieri regionali di altre forze politiche, con cui si chiede alla Giunta di riferire al Consiglio sulla vicenda che, dopo il fallimento della Shardna Spa, portò alla vendita di 13.000 campioni di Dna prelevati in Ogliastra alla Tiziana Life, una società inglese quotata in borsa.

Su questo argomento il Consiglio regionale, ha ricordato Carta, “ha già approvato nel 2016 due ordini del giorno con i quali impegnava la Giunta a garantire il corretto utilizzo scientifico di questo importantissimo patrimonio genetico nell’interesse dei sardi ma, da allora, non è successo nulla e non possiamo accettare questo silenzio, sia da parte della Regione che del Cnr che dovrebbe svolgere un ruolo di riferimento nelle attività di ricerca.” Nel frattempo, ha concluso il capogruppo del Psd’Az, “i cittadini dell’Ogliastra non sono stati con le mani in mano ed hanno costituito una associazione per tutelare i loro sacrosanti diritti in ogni sede giuridica”.

Di questo particolare aspetto della vicenda ha parlato successivamente il presidente dell’associazione Flavio Cabitza che ha annunciato la richiesta di restituzione dei campioni di Dna già avanzata formalmente da 50 cittadini, mentre prosegue la raccolta delle adesioni di tutti i soggetti che, circa 15 anni fa, accettarono di partecipare alla ricerca fornendo un “consenso informato”.

Un consenso, ha precisato Cabitza, “che non può essere trasferito se nel frattempo sono totalmente cambiati sia i soggetti coinvolti che le condizioni, come ha stabilito una pronuncia del Garante della Privacy dell’ottobre scorso; attualmente, quindi, nessuno può utilizzare quei campioni”.

Sappiamo però, ha concluso il presidente dell’associazione dei donatori ogliastrini, “che le bio-banche sono uno dei motori delle economie più avanzate, soprattutto quando se composte da campioni omogenei appartenenti a comunità ristrette, un dato di conoscenza che rende molto più facile (e meno costoso) ricostruire sia l’incidenza che i percorsi delle malattie”. Per fare un esempio degli interessi in gioco (anche economici) basti pensare, ha detto ancora Cabitza, “che i campioni Dna degli islandesi sono stati pagati 450 milioni di euro mentre quelli dei sardi appena 285.000 euro”.

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