Politica

G7 dei trasporti, a Cagliari la protesta delle isole

Sardegna, Baleari e Corsica fanno fronte comune e chiedono garanzie sul sistema dei trasporti che attualmente svantaggia le tre isole. Tra le richieste presentate il 'Metroaereo' e i 'Corridoi marittimi'



CAGLIARI - Il G3 delle piccole isole d'Europa nel meeting degli Stati. All'interno del G7 sui trasporti che si sta tenendo in queste ore a Cagliari emergono le rivendicazioni di tre piccole isole: Sardegna, Baleari e Corsica. Chiedono il riconoscimento dello status di insularità, perché in quanto isole sono svantaggiate nel sistema dei trasporti, e faranno fronte comune davanti alla Commissione europea per ottenere dei risultati.

Il presidente della Regione Francesco Pigliaru, assieme alla presidente delle Baleari Francina Armengol, stamattina prima dell'inizio dei lavori ha consegnato al ministro italiano Delrio (che presiede il G7) il documento sull'insularità concordato ieri con il presidente della Corsica Gilles Simeoni. Le richieste sono arrivate anche allaa commissaria europea per i trasporti Violeta Bulc.

"Siamo entrati nello specifico delle richieste che il nostro G3, Corsica, Baleari e Sardegna, ha sviluppato in questi giorni. Abbiamo portato alcune proposte concrete -  ha detto Pigliaru - per prima cosa volevamo che il G7 fosse consapevole dell'insularità come caso speciale. Sotto questo aspetto mi sembra sia andata molto bene. Abbiamo concordato col ministro Delrio che costruiremo un percorso comune per fare la cosa giusta cioè presentarci a Bruxelles, non come regioni, ma accompagnati dai rispettivi Stati che sono consapevoli e condividono con noi i termini del problema".

IL DOCUMENTO "La discontinuità territoriale, che caratterizza le isole - si legge nel documento - comporta svantaggi di natura economica, sociale e territoriale rispetto alle regioni continentali come riconosciuto dall'articolo 174 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Gli attuali strumenti previsti dalla normativa europea non danno adeguate risposte ai problemi legati all'insularità. Infatti, l'attuale regime in materia di finanziamenti pubblici non è sempre adatto a conseguire l'obiettivo di incrementare la mobilità, in particolare nell'interesse dei territori insulari. Le Isole non hanno mezzi di trasporto alternativi - continua il testo - rispetto a nave ed aereo, non hanno infrastrutture viarie e ferroviarie passanti da sfruttare e non hanno regioni confinanti con le quali fare sinergie".

LE PROPOSTE. Il confronto con i rispettivi Stati e con le Istituzioni europee mira a ottenere nuovi incentivi alla mobilità da e fra le isole. Si comincia dallo strumento del Mobility compact, una forma di intervento per assicurare un aumento del flusso di passeggeri in entrata nei periodi di bassa stagione: è una forma di contratto con le compagnie aeree che si impegnano, dietro corrispettivo, a conseguire un obiettivo in termini di numero di passeggeri trasportati. Il Governo locale o lo Stato opererebbero, quindi, come un investitore privato, valutando la redditività dell'investimento.

Altro punto è il cosiddetto Metroaereo per estendere il principio di continuità territoriale, che attualmente esiste tra la Corsica e il continente francese, anche ai collegamenti tra le isole Corsica, Sardegna, Baleari e le penisole italiane e iberica favorendo una continuità territoriale "mediterranea". Si prosegue con i Corridoi marittimi e la richiesta è di inserire anche le regioni insulari nelle grandi reti di trasporto europeo o, in alternativa, individuare nuovi strumenti giuridici e finanziari affinché le isole si possano interconnettere alle reti e i corridoi esistenti. Nel documento si sottolinea infine la necessità del superamento dei limiti collegati alle distanze chilometriche nell'ambito della cooperazione transfrontaliera, perché non venga applicato l'attuale limite massimo di 150 km.

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