Politica

Gli alberghi che ospiteranno migranti non avranno finanziamenti dalla Regione

Ha suscitato forti polemiche un emendamento alla nuova legge sul Turismo della Sardegna approvata mercoledì dal Consiglio regionale: vieta agli alberghi e alle strutture ricettive che ospitano migranti di avere incentivi dalla Regione.



CAGLIARI - Durante la votazione della Legge sul turismo, è stato approvato, con voto segreto, un emendamento che nega i contributi, per i successivi cinque anni, a favore delle strutture ricettive disponibili ad accogliere i migranti. L'approvazione ha generato forti polemiche e ha fatto discutere sui giornali. Il gruppo consiliare Articolo Uno - SDP ha abbandonato l'Aula "per protestare contro un così grave atto" e perché "non possiamo votare una buona legge, ma che contiene al suo interno principi anticostituzionali e razzisti. È straordinario come tanti cattolici presenti in Aula, che dovrebbero mettere in pratica le parole del Papa su solidarietà e accoglienza, abbiano potuto votare in questa maniera".

Secondo il presidente della Regione Francesco Pigliaru si tratta di "un emendamento frettoloso e approvato in modo improprio che però non va certo a rovinare tutto quello che c'è di buono: fin d'ora lavoriamo perché sia cancellato e sostituito. I soldi per il turismo - ha aggiunto - devono andare a sostenere l'attività turistica e quando le strutture fanno altro, che si tratti di migranti o di altre attività non strettamente turistiche, sorge un problema che va normato adeguatamente. Il tema è serio e non può e non deve essere affrontato con poche righe concentrate solo sul problema di persone nei confronti delle quali abbiamo il dovere dell'accoglienza".

La legge approvata ieri prevede diverse novità. La Sardegna si dota infatti di una Dmo (Destination management organization), che avrà il compito di sviluppare attività di marketing territoriale e mettere a sistema le attività e le azioni sul territorio. Poi, come ha sottolineato l'assessora al Turismo Barbara Argiolas "va segnalata l'istituzionalizzazione del Piano strategico del turismo che verrà approvato dalla Giunta seguendo gli indirizzi della neonata Conferenza permanente del turismo, alla quale partecipano tutti i soggetti coinvolti nel comparto". Il piano strategico "introduce il concetto di pianificazione e programmazione nella politica turistica regionale, con l'obiettivo di migliorare la competitività e l'attrattività della destinazione Sardegna." 

La semplificazione. "Con questo testo – spiega la titolare del Turismo – introduciamo anche la semplificazione normativa: snellezza e velocità di risposta nei tempi, quello di cui turismo ha bisogno. La Sardegna non dovrà attendere altri 30 anni per adeguare questa legge ai cambiamenti che verranno: è un corpus normativo agile che fissa un impianto generale il quale poi, attraverso i decreti attuativi, potrà essere aggiornato."

La diversificazione turistica. Un ultimo aspetto che l'assessora Argiolas evidenzia riguarda il Capo III della legge, relativo alla diversificazione della proposta turistica, all'allungamento della stagione e alla valorizzazione del turismo attivo. "Questo aspetto – dice - rientra nella promozione del turismo sostenibile che è l'obiettivo della Regione. Viene così creata una rete coordinata di percorsi destinati all'escursionismo, la Rete escursionistica della Sardegna, grazie al coinvolgimento della Agenzia Forestas e vengono integrate azioni relative agli itinerari ciclabili della Sardegna, alla promozione delle tratte ferroviarie di rilevanza naturalistica, del turismo equestre e sportivo, viene istituita la Rete dei borghi della Sardegna.".

"Si potrebbe dire finalmente 'habemus lex' dopo trent’anni dall’ultimo atto normativo sul turismo" scrive la Federalberghi in un comunicato. "Bene - prosegue - alcuni passaggi sull’abusivismo, in particolare è stata accolta la nostra proposta dell’inserimento dell’Identificativo Unico Numerico (Iun) che consentirà a tutte le strutture extralberghiere che lavorano in trasparenza ed onestamente di poter avere giusta visibilità nei portali differenziandosi da coloro che fanno accoglienza al di fuori delle norme. Sottolineiamo che questo è l’unico caso in Italia e farà sicuramente da apripista in altre regioni".

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