Politica

Ex miniera al cianuro di Furtei, ok definitivo per la bonifica. Primi risultati nel 2020

Servono tre anni di interventi per mettere in sicurezza Santu Miali, dal punto di vista ambientale, tutta l'area. Un danno molto serio per tutto l'ecosistema, possibile fare causa a chi ha inquinato.



CAGLIARI - Via libera al progetto definitivo di bonifica dell'area mineraria dismessa di Santu Miali a Furtei. La conferenza conclusiva per l'approvazione del progetto operativo, riunita a Cagliari e coordinata dal servizio competente della Direzione generale dell'Assessorato della Difesa dell'ambiente, ha infatti acquisito dagli Enti preposti i pareri positivi previsti per l'approvazione e l'autorizzazione all'esecuzione del progetto di bonifica. "La messa in sicurezza e il risanamento ambientale della Sardegna restano una priorità della Giunta: stiamo affrontando le bonifiche nel pieno rispetto delle normative di settore e abbiamo compiuto un altro passo in avanti nel complesso percorso che stiamo affrontando", commenta l'assessore regionale dell'Ambiente, Donatella Spano.

FASE UNO - Il progetto presentato da Igea e approvato in Conferenza, nella prima fase di intervento ha come obiettivo l'isolamento delle sorgenti di contaminazione, azione identificata come prioritaria. Questa fase comprende la messa in sicurezza del bacino degli sterili attraverso la realizzazione della cinturazione perimetrale con la tecnologia jet grouting e la realizzazione del sistema di barriera impermeabile di copertura. Ancora, la messa in sicurezza e il recupero ambientale dei vuoti minerari, l'asportazione integrale delle discariche minerarie, tra cui, in particolare, la discarica di solfuri di "Sa Fronti" con il contestuale conferimento dei rifiuti minerari al sito di raccolta, individuato in corrispondenza del bacino sterili. Inoltre, sempre in questa prima fase che ha una durata complessiva di un triennio, è previsto il trattamento delle acque acide dei vuoti minerari e delle acque contaminate del bacino sterili, attività necessaria per la messa in sicurezza delle strutture minerarie.

FASE DUE - La seconda fase degli interventi sull'area, per la quale non è stata ancora esitata la progettazione, riguarderà le ulteriori operazioni di messa in sicurezza dei suoli contaminati in prossimità delle strutture minerarie, nonché sull'area attualmente occupata dagli impianti, a valle della dismissione degli stessi.

PRINCIPIO "CHI INQUINA PAGA" - Sull'approvazione del progetto e dei costi della bonifica e della messa in sicurezza, si fonda il presupposto per la quantificazione del danno ambientale causato dalla gestione dell'attività estrattiva. Si potrà quindi attivare la procedura di rivalsa nei confronti del responsabile della contaminazione, procedura in capo al ministero dell'Ambiente, con la collaborazione degli Enti territoriali.

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