Politica

Rivoluzione nella sanità sarda, ok anche al Piano di razionalizzazione. Pigliaru blinda la legislatura

Aggiornato e rimodulato definitivamente il Piano di riqualificazione del servizio sanitario regionale. Il semaforo verde dopo l'approvazione, in commissione Sanità, del ddl sulla rete ospedaliera.



CAGLIARI - Aggiornato e rimodulato il Piano di riqualificazione e razionalizzazione del servizio sanitario regionale, entrato in vigore il primo gennaio 2016, con delibera approvata dalla Giunta regionale nell'ultima riunione a Villa Devoto. "I programmi di riqualificazione 2016–2019 dimostrano che la strada intrapresa è quella giusta. Sono infatti stati realizzati risparmi pari a 50,4 milioni grazie in particolare a economie negli acquisti, al controllo della spesa farmaceutica, ai monitoraggi trimestrali con il Tavolo interassessoriale istituito a inizio legislatura. Rispetto all'obiettivo, fissato in 62 milioni, si rileva una differenza di 12 milioni". L'ok arriva a distanza di pochi giorni dal via libera in commissione Sanità al ddl legato alla rete ospedaliera - arrivato il 3 agosto scorso -. A settembre, alla ripresa dei lavori dell'Aula, la promozione del documento è scontata, così come la conclusione naturale della legislatura. 

La Regione sottolinea che "la mancata approvazione della riforma della Rete ospedalieram ad oggi, ha di fatto bloccato gli effetti delle azioni collegate alla razionalizzazione dei costi ospedalieri. Stesso discorso vale per la revisione delle tariffe della specialistica ambulatoriale che, finora, non ha sortito risparmi considerato il forte ritardo con il quale sono state aggiornate a livello nazionale e, di conseguenza, a livello regionale (solo nell'ultimo trimestre di quest'anno potranno registrarsi gli effetti delle nuove tariffe). Per quanto riguarda gli acquisti, per il 2016 non si sono potuti determinare tutti i risparmi previsti perché il processo di riorganizzazione della centrale regionale è ancora in corso e verrà completato verosimilmente alla fine del 2017. Sono stati inoltre acquistati, con risorse proprie, farmaci innovativi e per la cura l'epatite C che hanno consentito la guarigione definitiva di duemila persone. L'aumento di spesa sostenuto è stato pari a 20 milioni. Si è infatti passati dai 51 milioni nel 2015 ai 71 milioni del 2016".

CORTE DEI CONTI - Gli sforzi di questi due anni in cui si è tenuta sotto controllo la spesa e si sono conseguiti risparmi sono stati riconosciuti anche da organismi terzi, a iniziare dalla Corte dei Conti "che ha certificato che gli stanziamenti finali della spesa sanitaria per il 2015 costituiscono il 34,17% degli stanziamenti complessivi della Regione, con una diminuzione del 10% rispetto alla percentuale di incidenza del 2014 e che negli ultimi anni sono state ridotte le spese per le consulenze, le collaborazioni, i rapporti interinali (-10,39%)".

RIMODULAZIONE - "La Giunta, tenendo conto dei ritardi nell'approvazione della rete ospedaliera, dello slittamento della revisione delle tariffe per la specialistica ambulatoriale, dell'inizio della piena operatività dalla centrale unica degli acquisiti solo alla fine del 2017, nonché dei maggiori costi dovuti in parte alla emersione di costi imprevisti nel processo di incorporazione che ha coinvolto la ex ASL 1 e l'Azienda ospedaliero universitaria di Sassari, e in parte alla decisione di stanziare 47 milioni di accantonamenti per i fondi contrattuali, indispensabili per dare certezza ai 20mila dipendenti della sanità regionale, ha dunque avvallato la scelta dell'Assessorato della Sanità di estendere di un anno la durata del piano che porterà nel 2019 al riequilibrio economico finanziario del SSR, con un risparmio previsto per gli anni 2017-2019 pari a circa 300 milioni.
Naturalmente il programma di superamento dell'attuale divario tra i costi sanitari e i livelli di finanziamento del SSR tiene in considerazione anche i maggiori costi che si determineranno con i nuovi livelli essenziali di assistenza, che si riferiscono in particolare ai nuovi vaccini e alle nuove prestazioni specialistiche".

PIANI DELLE AZIENDE - "Dal totale dei target di risparmio individuati per il 2017 saranno scorporate le quote da attribuire all'Azienda Ospedaliera Brotzu ed all'Aou di Sassari (che sono soggette ad un autonomo piano di rientro, secondo disposizioni nazionali) provvisoriamente quantificate rispettivamente in 3,1 e 9,2 milioni. Stesso discorso varrà per l'Ats, il cui piano di rientro dovrà essere adeguato alle direttive ministeriali che stabiliranno le modalità di calcolo degli scostamenti tra costi e ricavi dei presidi ospedalieri gestiti direttamente dall'Ats".

"Consapevole dell'obiettivo di ricondurre la spesa sanitaria dentro limiti sostenibili, la Giunta non ha mai derogato al principio di garantire ai cittadini sardi il miglior livello di cura possibile. Assieme al forte impegno posto nelle azioni di risanamento dei bilanci, dopo anni di spese fuori controllo, continuiamo a lavorare per una sanità più efficace, con meno sprechi e maggiore qualità", dice l'assessore regionale della Sanità, Luigi Arru. "Abbiamo assicurato la cura e la guarigione a duemila persone con l'epatite C, speso risorse regionali per i farmaci innovativi, fatto risparmi importanti con gli acquisti, messo sotto controllo la spesa farmaceutica. I monitoraggi trimestrali della spesa, voluti da questa Giunta, documentano come si stiano controllando i costi di produzione. Per tutto ciò è importante fare i primi adeguamenti dei target di risparmio annuali".

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