Politica

"Barrali, Escolca, Suelli, Selegas e Genoni rimarranno senza banca"

“Su 12 sedi che il Banco di Sardegna intende chiudere, più della metà, ben 7, sono nel sud dell’Isola, tra la provincia di Cagliari e il Medio Campidano, senza che Fondazione e Giunta regionale battano ciglio”.



Decisamente troppe per Paolo Truzzu, Consigliere di Fratelli d’Italia-An, che denuncia come l’istituto abbandoni un’intera area, lasciandola senza sportelli attivi. “Barrali, Escolca, Suelli, Selegas, Genoni sono solo alcuni dei centri che rimarranno scoperti – spiega – piccoli paesi che si trovano tutti nella stessa zona, per cui un intero territorio rimane privo dei servizi bancari prima assicurati dal Banco”.

“Viviamo il paradosso della Fondazione Sardegna, principale azionista del Banco, che finanzia interessanti studi sullo spopolamento e l’istituto di credito che chiude gli sportelli proprio nelle zone interne (ad esempio a Olzai nel nuorese) contribuendo così a impoverire i servizi e favorendo la progressiva desertificazione del centro Sardegna”, rileva Truzzu. “Non ha senso definirsi la Banca del territorio, se poi lo si abbandona, nonostante
siano esigue le spese per mantenere attive le filiali e la raccolta avvenga praticamente a costo zero”.

“Il presidente Pigliaru e la sua maggioranza intendono accettare supinamente la fatalità di certe scelte o con un sussulto di coraggio e dignità eserciteranno la giusta e opportuna azione di persuasione nei confronti dei vertici del Banco per giungere a una riorganizzazione che non impoverisca ulteriormente i territori dell’interno dell’Isola?" si chiede, infine, Truzzu.

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