Politica

La Carlo Felice inquinata, dopo la denuncia la mobilitazione: sit-in al "sarcofago della morte"

Un sit-in di protesta al "sarcofago della morte", il tratto della strada statale 131 costruito sopra grandi quantità di rifiuti. Dopo la denuncia, sabato 2 settembre alle 10 sul cavalcavia al chilometro 51 ci sarà un sit-in di protesta.



CAGLIARI - "Vogliamo che l’assessorato all’Ambiente dia a tutti i cittadini rassicurazioni sulla situazione attuale, spiegando pubblicamente ed in maniera chiara qual è la reale situazione sanitaria nella zona per quanto riguarda la salute umana e animale e quali misure sono programmate per la decontaminazione dell’area in cui continuano ad avvenire gli sversamenti". Lo chiedono le associazioni Liberu, Sardigna Natzione, Sardigna Libera, Rossomori, Sardos, l'Assemblea permanente Villacidro e il Comitato per la salute e la qualità della vita San Quirico Tiria.

Oggetto della richiesta fare luce sullo stato di salute del tratto di Ss 131 tra Sardare e Sanluri che, stando alle denunce, sarebbe pesantemente inquinato. "Da dieci anni ormai - scrive Pier Franco Devias di Liberu - trasuda veleni nell’indifferenza della politica. Le tonnellate di materiali che all’atto della costruzione vennero utilizzate per i riempimenti provenivano infatti dalla miniera d’oro di Furtei. Settecentomila tonnellate di materiali contenenti arsenico, mercurio, cadmio e altri metalli pesanti vennero prelevate dalla cava di Santu Miali e ammassate sotto il manto della superstrada. Col tempo gli sversamenti sono diventati sempre più evidenti e invasivi, spargendosi per tutta l’area dove si trovano campi coltivati e aziende agricole. Nelle aree e nei campi circostanti - prosegue -  si riversano periodicamente, pioggia dopo pioggia, sostanze e composti chimici che sono classificati come certamente cancerogeni".

"Chiediamo  - conclude - anche un pronunciamento e un’assunzione di responsabilità da parte della Regione affinchè illustri dettagliatamente e con tempi certi quali misure intende mettere in pratica per la risoluzione definitiva di un problema di queste dimensioni e che non può, è evidente, essere ulteriormente rimandata".

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