Politica

"Via Roma pedonale? Una sperimentazione a metà". L'opinione del M5S in Comune

Pubblichiamo di seguito il pensiero di Pino Calledda, consigliere comunale del M5S, in merito al futuro della strada-cartolina di Cagliari.



"Pedonalizzazione in via Roma? Sperimentazione a metà. Pedonalizzare? In Europa, molte città hanno attuato prima di noi la pedonalizzazione di rilevanti parti di città o interi centri storici. Osservando come è stato realizzato l’obiettivo, possiamo individuare tre fasi: innanzitutto, rendere attrattivo il centro storico per nuovi residenti, e ciò significa fare in modo che sia un luogo vivibile, per chi ci abita e ci lavora; la seconda fase è la localizzazione nel centro storico di attività e servizi che lo rendano attrattivo; la terza fase è la trasformazione della viabilità verso una mobilità più sostenibile, che significa meno auto private, più mezzi pubblici, biciclette fino alla pedonalizzazione. Pianificare la mobilità urbana è un’attività molto complessa e articolata.

Un amministratore deve affrontare queste tematiche - insieme ai professionisti della pianificazione - in termini di complessiva politica urbana, gestione del trasporto urbano e della mobilità, coinvolgendo i cittadini e i portatori d’interesse, per poter soddisfare la domanda di mobilità di persone e di imprese in ambito urbano col fine di migliorare la qualità della vita. Più si riuscirà a coordinare i tanti settori (urbanistica, mobilità, ambiente, attività produttive, energia, salute, politiche sociali, modi di svago in equilibrio con i luoghi, etc.) maggiori saranno le ricadute positive su queste aree urbane rendendole più accessibili, fruibili e sicure per le generazioni presenti e future. Richiede un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), che deve contribuire alle politiche europee contro il cambiamento climatico allineandosi a tutti gli obiettivi di efficienza energetica. La mobilità in generale ed i trasporti nel contesto urbano interagiscono con i cittadini, le attività economiche, le istituzioni culturali, il turismo e tutto il tessuto metropolitano. Il posizionamento locale e ancor più il posizionamento di una città nel sistema economico regionale e nazionale dipende dalle infrastrutture di mobilità disponibili. La capacità di interconnessione tra territori segna la capacità di attrarre investimenti e capitali privati. Un buon PUMS crea un impatto positivo nella vivibilità di un territorio e nella mobilità delle persone attraverso una rete moderna e intelligente di trasporto locale. Pedonalizzazione non significa solo persone che passeggiano nelle strade dei centri storici, è soprattutto il modo con cui li viviamo, uno stile di vita che va a migliorarsi.

Oggi la “rigenerazione urbana” dei quartieri storici ha bisogno di nuovo slancio da parte delle Amministrazioni per dar forza anche all’intervento del privato, coinvolgendo attivamente il tessuto produttivo, investendo su qualità dei servizi ed in particolare ridisegnando la mobilità pubblica e privata, carrabile e pedonale. Occorre quindi lavorare per una Cultura della Mobilità Urbana: migliorando la scorrevolezza del traffico urbano, riducendo l’inquinamento, investendo su sistemi di trasporto urbano intelligenti, creando maggior sicurezza nel trasporto pubblico e privato. Sperimentazione su Via Roma. Il buon esito di una sperimentazione della pedonalizzazione di un’area, pur ristretta, dipende principalmente dal coinvolgimento di cittadini, attività produttive ed in particolare dei residenti in quel quartiere. Anche perché il successo dell’operazione inizia nel momento in cui i cittadini si riprendono l’area resa pedonabile, non solo per passeggiarvi con famiglia e amici ma anche come luogo pubblico di relazioni e incontri, luogo di frequentazione abituale, uno stesso spazio ritrovato di cui aver cura. In questo modo si crea nel tempo attrattività maggiore verso il centro storico con nuovi residenti, sviluppo di piccole attività artigianali, magari quelle tipiche di un tempo, legate a lavori necessari nelle abitazioni, elettricista, falegname, idraulico, imbianchino e altre ormai completamente scomparse come i calzolai e piccole sartorie, tutte professioni ormai confinate fuori dalla città, trasferite negli anni scorsi nei paesi confinanti oggi città metropolitana.

La pedonalizzazione di centri storici ed urbani è un processo irreversibile che va incontro ai nuovi bisogni della residenzialità, del vivere lento, del riappropriarsi delle piazze come luogo dell’incontro e del vivere civile, del ritrovarsi in una dimensione di nuova socializzazione tra vecchi e nuovi residenti a pensare insieme su come valorizzare e preservare sempre più lo spazio comune, anzi “bene comune”. Per Via Roma non si è trattato di sperimentare su una zona circoscritta attorno ad una piazza o in mezzo ad un labirinto di strade. Si è scelto di intervenire sull’arteria principale della nostra città, conosciuta da tutti e percorribile verso qualsiasi direzione, in ingresso ed in uscita. Uno spazio aperto che non solo specchia la città sul fronte mare. Fa proseguire Cagliari attraverso l’area portuale verso il fronte mare, a rilancio della sua stessa immagine urbana, come luogo di accesso a tutto il territorio di riferimento “città metropolitana”, identificando così questo lungo “waterfront” come rete di luoghi, funzioni e collegamenti tra costa e città metropolitana, con tante aspettative bisognose di nuove progettualità.  Dalla Cagliari “città sull’acqua” occorre passare a Cagliari “città nell’acqua”, che pone l’acqua come possibile volano del proprio sviluppo economico, culturale e urbanistico. La rigenerazione e innovazione del waterfront cagliaritano, attraverso servizi, aspetti organizzativi e nuovi assetti istituzionali potrebbe creare un circolo virtuoso tra i bisogni della città e il sistema delle imprese, sia nell’organizzazione spaziale quanto nella gestione delle possibili attività. In questa nuova visione potrà trovare un maggiore equilibrio tutto il sistema portuale: da Su Siccu al Porto di via Roma, dal Porto Canale a Santa Gilla, dove potranno localizzarsi attività e spazi legati al commercio, turismo, tempo libero e di innovazione tecnologica, in stretto legame con le potenzialità del sistema universitario e di ricerca della nostra isola.E va bene, fin qui si è cercato dei buoni motivi tra: “pedonalizzare con sperimentazione = scenari futuri per Cagliari sostenibile”. Ci sono tante domande di cittadini che in questi giorni hanno avuto facile circolazione nella stampa ed in particolare nei social. Che cosa ha spinto a pedonalizzare per un mese via Roma? Perché nel mese di agosto? Perché un mese e non iniziare impegnando il fine settimana? Oppure in una fascia serale?


Via Roma oggi rappresenta il luogo strategico di percorrenza da Capoterra verso Quartu così pure per collegare San Benedetto con viale Trieste, una vera arteria che mette in comunicazione i due lati delle città metropolitana. Il primo errore di questa scelta è stata la scarsa comunicazione dell’iniziativa ed in particolare del suo vero obiettivo. Forse l’istituzione di una grande piazza pedonale? Con due cartelli e fioriere a bloccare i due lati di percorrenza della strada insieme alla mobilitazione dei vigili urbani a presidiarla, sfidando nervosismi e imprecazioni degli automobilisti, nel tentativo di regolarizzare il traffico? Occorreva un maggior coinvolgimento della città, delle attività presenti lungo tutto il percorso e non sarebbe stato male investire lo stesso Consiglio Comunale, almeno per condividere l’idea di sperimentazione. Perché sperimentare è lecito ma un suo fallimento può vanificare anche le buone idee. Il tutto si è avviato con molta leggerezza e superficialità. Quale migliore occasione per coinvolgere la popolazione in un progetto di democrazia partecipata? Si è avviata questa sperimentazione senza indicare i percorsi alternativi per la mobilità e parcheggio. Senza pianificare non si va da nessuna parte. Come esempio di pianificazione mancata possiamo ricordare Piazza Garibaldi dove ancora oggi non si conosce la mobilità tra il quartiere di Villanova e la piazza. Cagliari è una città a percorrenza lineare e chiudere Via Roma significa chiudere l’arteria principale della vittà. A sperimentazione conclusa è bene che il Sindaco e la sua Giunta rendano di dominio pubblico l’intero progetto di mobilità prossimo, con dentro la metropolitana di superficie, l’Arst e Piazza Matteotti, la Stazione e tutta l’area portuale. Sta qui l’importanza della pianificazione anche di lungo respiro, programmando mobilità e nuove infrastrutture, urbanistica e governo del territorio, puntando sulla piena sostenibilità della città in funzione della sua vivibilità, socialità e capacità di innovare anche il contesto metropolitano".

Pino Calledda (consigliere comunale M5S)

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