Politica

La Sardegna aiuterà il Senegal nella gestione delle risorse ambientali

L'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics) ha approvato la proposta presentata dalla Regione Sardegna per favorire la crescita della Regione di Matam, nella parte nord-orientale del Senegal, al confine con il Mali.



L'intervento, valutato positivamente dall'Aics, rientra nell'avviso "Enti Territoriali 2017" per la concessione di contributi nazionali con i quali realizzare progetti di cooperazione nei Paesi in via di sviluppo.

Con un finanziamento di 628 mila euro, viene data concreta attuazione all'Intesa sottoscritta lo scorso maggio tra l'assessore degli Affari Generali Filippo Spanu, in rappresentanza del presidente Francesco Pigliaru, e da Yaya Abdoul Kane, nel doppio ruolo istituzionale di ministro delle Poste e Telecomunicazioni e di presidente del Raggruppamento d'Interesse comunitario (GIC) di Bossea.

L'intesa sottoscritta in Senegal. L'Intesa, firmata lo scorso 19 maggio nel villaggio di Dabia, è nata dalla richiesta del governo senegalese di ricevere assistenza e formazione tecnica da parte degli enti competenti della Regione Sardegna per una migliore gestione delle risorse ambientali del territorio di Matam, in cui la siccità e la progressiva avanzata del deserto del Sahara condizionano pesantemente lo sviluppo sociale ed economico. Tutto questo provoca una grave diaspora: i giovani, scoraggiati e senza prospettive di lavoro, intraprendono, con sempre maggiore frequenza, viaggi drammatici verso le coste europee.

"La Sardegna, sulla base delle competenze tecniche acquisite dall'Agenzia Forestas -sottolinea l'assessore Spanu- ha manifestato la propria volontà di offrire aiuto e sostegno alla Regione di Matam con un articolato progetto mirato alla cura delle foreste, alla lotta contro la desertificazione e al corretto utilizzo dell'acqua. E' uno scambio di idee ed esperienze da cui scaturisce un piano di intervento in linea con i bisogni di questa area del Senegal. Si tratta di un contributo significativo per creare in loco migliori condizioni e arginare i flussi migratori, secondo una precisa strategia dell'esecutivo guidato da Francesco Pigliaru e nel rispetto dei principi della cooperazione decentrata che risponde –aggiunge il titolare degli Affari Generali- alle reali esigenze dei territori in difficoltà e offre nuove opportunità ai giovani che possono così costruire il loro futuro nella terra di origine".

Il ruolo di Forestas. "Voglio ringraziare -prosegue Spanu- i tecnici dell'Agenzia Forestas che hanno svolto un prezioso lavoro e messo a punto, in raccordo con le autorità senegalesi e a seguito di sopralluoghi e scambi di informazioni, diverse attività in grado di contrastare gli effetti della siccità endemica e fornire competenze tecniche relative ai vivai, alla semina, alla silvicultura e alla gestione del territorio attraverso tecniche avanzate".

Le finalità del progetto. Il contributo concesso dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo consentirà, nei 24 mesi di vita del progetto, di riorganizzare la base fondiaria di due cooperative composte in maggioranza da donne. Gli obiettivi sono quelli di diversificare l'attività produttiva, garantire una maggiore efficienza nell'utilizzo delle risorse idriche ed energetiche e di realizzare un centro di raccolta dei prodotti orto-frutticoli che favorisca la vendita presso il più vicino mercato.

Viene inoltre prevista la ristrutturazione del vivaio locale per l'avvio del cantiere di rimboschimento mediante tecniche di produzione all'avanguardia. Si intende, inoltre, formare il personale addetto alla prevenzione e all'attivita antincendi, sensibilizzare la popolazione sui problemi ambientali provocati dai roghi e, più a lungo termine, accompagnare le istituzioni verso una governance organizzata delle forze impegnate nella lotta contro il fuoco. Il progetto prevede, infine, un'azione di microcredito i cui potenziali destinatari siano i beneficiari delle attività avviate a Matam con il progetto di cooperazione e i senegalesi presenti in Sardegna intenzionati ad intraprendere un percorso di rientro. Le altre istituzioni che garantiranno un supporto per realizzare l'intervento sono la Regione Piemonte e i Comuni di Cagliari, Iglesias e Oristano.

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