Politica

Lingua sarda, Ŕ legge. Ufficializzare lo status di lingua per superare lo stigma negativo dell'idioma sardo

Il Consiglio regionale ha approvato i 40 articoli del testo unificato e varato la legge sulla lingua sarda con 25 voti a favore, 20 contrari e 3 astenuti.



"La lingua rappresenta il tratto identitario più forte e sentito di un popolo, attraverso il quale comunicare e identificarsi sia all'esterno che al suo interno. Il testo propone diverse azioni che hanno in comune l'obiettivo fondamentale della tutela e della trasmissione della lingua, per esempio con l'insegnamento nelle scuole e il coinvolgimento delle famiglie e ancora l'utilizzo della lingua per fini istituzionali". Così l'assessore della Pubblica Istruzione e Cultura Giuseppe Dessena, a margine dei lavori dell'Aula.


La legge sulla disciplina della politica linguistica approvata è stata elaborata secondo tre grandi finalità. In primo luogo riattivare la trasmissione intergenerazionale delle competenze linguistiche; secondariamente fornire la disciplina di dettaglio per le competenze trasferite dallo Stato alla Regione dal D. Lsg n. 16/2016 di attuazione dello statuto speciale in materia di insegnamento e pubblica amministrazione (mediante il quale, seppur in modo mediato, la specificità linguistica dell'isola ha fatto per la prima volta il suo ingresso nello Statuto sardo); e per ultimo garantire uno status ufficiale alla lingua Sarda e superare lo stigma negativo che accompagna l'idioma dell'isola.

E' la prima sostanziale legge di disciplina organica della lingua sarda e delle altre lingue della Sardegna: catalano, gallurese, sassarese, tabarchino, nella storia dell'Autonomia e prevede, per ciascuna di queste, il maggiore grado di tutela compatibile con l'ordinamento giuridico vigente.

Molte le novità introdotte. Una certificazione delle competenze linguistiche per docenti, operatori, funzionari pubblici, secondo il quadro di riferimento europeo come avviene per tutte le lingue del mondo; la creazione di una rete regionale degli sportelli linguistici e di una Consulta de su sardu. E’ stata Inserita anche la previsione della conoscenza della lingua per i pubblici concorsi del Sistema – regione: mediante apposito articolo di modifica della L.R. n. 31/98, questa legge avvia un percorso verso una "pubblica amministrazione bilingue", come avviene in altre comunità linguistiche meglio tutelate (come Trentino e Valle d'Aosta).

E’ previsto un Registro regionale dei docenti di lingua sarda catalana e si andrà verso una tv e una radio interamente in lingua sarda oltre che avere la prima disciplina delle espressioni artistiche in lingua sarda nella storia dell'Autonomia.

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