Politica

Insularità. Un convegno sottolinea l'importanza del tema e fa il punto sulla raccolta delle firma

Mentre continua la raccolta firme per l'inserimento dell'insularità come principio in costituzione, la Sardegna si mostra sempre più attenta al tema.



Il costo dell'insularità non deve ricadere solo sui cittadini sardi. I servizi fondamentali e le infrastrutturazioni materiali e immateriali necessari a rimuovere i disagi economici e sociali, che sono conseguenza dell'assenza di contiguità territoriale e dell'insularità, devono essere riconosciuti in sede nazionale e soprattutto in sede europea, ed essere oggetto di interventi specifici. Di questo si parlerà oggi al convegno Cisl in programma dalle 9.30 al Convento di San Giuseppe a Cagliari. A rappresentare la Regione sarà l'assessore della Programmazione e vicepresidente Raffaele Paci, chiamato a illustrare le iniziative portate avanti in questi anni rispetto al tema insularità, le difficoltà nell'ottenere tutti i dovuti riconoscimenti da parte dell'Unione europea e i prossimi obiettivi di fine legislatura in questa materia. 

"La nostra isola ha potenzialità straordinarie ma, appunto, è un'isola, con tutto quello che significa in termini di limiti infrastrutturali e di trasporti. Di questo è prima di tutto l'Europa che deve prendere atto, perché la nostra Giunta sin dall'inizio ha lavorato e continua a farlo, con convinzione e tenacia, per ottenere il riconoscimento dello status di insularità. L'incontro organizzato dalla Cisl è un'occasione importante per fare il punto della situazione a partire dal nostro dossier consegnato quasi tre anni fa al governo, per valutare le strategie migliori, per confrontarsi con esponenti politici di altri schieramenti su temi, come questo, che devono essere assolutamente trasversali", dice Paci. 

L'insularità sarà dunque al centro del dibattito, inserita però in un contesto più ampio e articolato: si discuterà anche delle difficoltà che oggi vive il processo di integrazione euro-mediterraneo ma anche della lunga crisi economica e finanziaria dalla quale il Paese e la Sardegna stanno faticosamente uscendo. "È stata una crisi devastante, perché si è incrociata e ha avuto il suo picco in un momento di forte cambiamento strutturale, con la chiusura dei settori tradizionali - dalle miniere alla metallurgia fino alla grande impresa - e ancora il non consolidamento del nuovo, e quando una regione viene colpita in pieno cambiamento la crisi la sente ancora di più", spiega Paci. "Noi abbiamo fatto tutto il possibile, e continueremo a farlo: abbiamo almeno 18 bandi aperti per le imprese, che hanno mosso 3000 domande e 1 miliardo e 200 milioni di investimenti programmati dalle stesse imprese, appena insediati abbiamo voluto il mutuo infrastrutture da 700 milioni, abbiamo tenuto le tasse al minimo per imprese e famiglie. È chiaro però che tutto questo deve potersi muovere in un contesto di pari opportunità con gli altri cittadini italiani, in una cornice certa di diritti consolidati, dunque proprio con il riconoscimento dell'insularità in sede europea", conclude Paci.

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