Politica

Gli Emirati condannano la discriminazione razziale a seguito del coronavirus

Anche gli Emirati Arabi Uniti sono interessati al fenomeno della pandemia derivante dal Coronavirus, tutta la società civile si è unita, collaborando fattivamente per sconfiggere il morbo. Anche gli ambienti religiosi emiratini hanno svolto e stanno svolgendo il proprio ruolo in questo frangente.



Mohamed Abdul Salam, segretario generale del Comitato superiore della Fraternità umana, che è un gruppo di leader religiosi che si occupano del dialogo e della pace tra le diverse confessioni religiose, ha descritto Covid-19 come una potenziale minaccia ai valori umani e alla capacità di coesistenza di individui di diversa estrazione e cultura. Discorso più che valido per gli Emirati che accolgono una percentuale altissima di immigrati. I leader religiosi negli Emirati hanno condannato l'uso del coronavirus come motivo per incitare alla discriminazione razziale e hanno esortato il paese a riunirsi di fronte all'epidemia, piuttosto che rischiare di diffondere una retorica bigotta e razzista.

Infatti, da quando è iniziato lo scoppio del virus in Cina a gennaio, ci sono state diverse segnalazioni a livello mondiale di casi di discriminazione razziale rivolti a individui o comunità asiatici. È necessario fermare immediatamente le voci razziste e xenofobe che usano incautamente la tragedia come mezzo per giustificare l'odio.

Secondo Mohamed Abdul Salam, le misure preventive sono cruciali nel contenere questa malattia, ma ciò non significa che si deve abbassare l’attenzione su qualsiasi discriminazione razziale verso alcune nazionalità che sono state colpite più duramente dal coronavirus. Lo scoppio di questa malattia è forse la più grande minaccia per i nostri valori umani e la migliore azione preventiva in questi tempi difficili è quello di praticare la fraternità umana. Con la diffusione del virus Covid-19, l'umanità ha un disperato bisogno di unità di fronte a questa crisi che ha colpito innumerevoli economie e popoli in tutto il mondo.

Sono numerose le iniziative che concretizzano il modello emiratino di pacifica coesistenza tra religioni diverse, che anche nei momenti più difficili si conferma un modello vincente di convivenza.

Emanuela Locci

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