Parkinson, ricerca cagliaritana premiata negli Usa
Lotta contro il Parkinson, per una ricerca cagliaritana sono in arrivo 240 mila dollari dalla Michael J. Fox Foundation. Un medicinale antidiabetico potrebbe essere il primo faqrmaco antiparkinson con doppia attività, sintomatica e neuroprotettiva. Lo studio durerà due anni e sarà diretto da Anna Carta, ricercatrice nella facoltà di Farmacia dell'Università di Cagliari.
CAGLIARI - A soli 30 anni il canadese Michael J. Fox era già un famoso attore. Ma la brillante carriera venne interrotta prestissimo dal morbo di Parkinson, la malattia debilitante con la quale riesce a convivere con grande ottimismo e contro cui è impegnato in una battaglia incessante, che lo ha portato ad istituire la Michael J Fox Foundation (MJFF). Si tratta della più importante fondazione privata nel mondo per gli studi sulla malattia di Parkinson: dal 2000 seleziona e supporta finanziariamente progetti di ricerca finalizzati alla scoperta di cure innovative. In dieci anni il totale degli investimenti in studi scientifici internazionali ha ormai superato i 196 milioni di dollari.
Il bando. Nel 2010, nell'’ambito del bando “Target validation program” la MJFF sta finanziando 8 progetti di università e centri di ricerca di varie nazioni. Uno di questi è diretto da Anna Carta, ricercatrice del Dipartimento di Tossicologia dell’Università di Cagliari (facoltà di Farmacia), con la collaborazione del collega Andrea Giuffrida, scienziato siciliano che da anni lavora in Texas, quale Associate Professor della S. Antonio University.
Il progetto premiato. Si tratta di un progetto biennale, finanziato per 240 mila dollari (120mila al Dipartimento cagliaritano di Tossicologia e altrettanti all'’università texana), della durata di due anni, finalizzato alla caratterizzazione di un nuovo target molecolare che, se manipolato farmacologicamente, potrebbe essere in grado di contrastare le cosiddette “discinesie”, movimenti involontari estremamente invalidanti che insorgono nei pazienti parkinsoniani in terapia farmacologica. Punto forte del progetto è l’utilizzo di un farmaco, il rosiglitazone, che stimola selettivamente i recettori nucleari PPAR-gamma. Il rosiglitazone è il componente principale di un noto farmaco antidiabetico, l'Avandia. La scoperta che questo farmaco è efficace nell'alleviare le discinesie in un modello preclinico di malattia di Parkinson, permetterebbe il trasferimento rapido alla sperimentazione clinica sui pazienti, in quanto si tratta di un farmaco già approvato dalle agenzie per i farmaci (EMEA europea e FDA americana).